La tutela del patrimonio culturale è stata al centro del dibattito svoltosi ieri pomeriggio nella facoltà di beni culturali tra gli studenti del corso di laurea in Archeologia del mediterraneo e il capitano Giuseppe Marseglia, comandante del nucleo tutela patrimonio culturale di Palermo, presenti inoltre il comandante provinciale dei carabinieri di Enna, tenente colonnello Andrea Bertozzi della Zonca e il capitano Stefano Leuzzi. Durante l'incontro il capitano Marseglia attraverso la proiezione di immagini ha mostrato agli studenti alcune opere trafugate e altri "falsi" creati quasi alla perfezione, un lavoro certosino che comunque non ha evitato la scoperta; il comandante del nucleo tutela patrimonio culturale ha poi portato esempi pratici di operazioni di recupero di reperti archeologici suscitando la curiosità degli studenti. Si è poi parlato anche in termini legislativi su quali sono cioè le leggi che puniscono gli autori di saccheggi, i tombaroli, e su come in Europa s'intervenga e a tal proposito è stato spiegato come in atto ci siano delle convenzioni e degli accordi bilaterali che mettono le nazioni europee una accanto all'altra nella lotta per la tutela archeologica. Il comandante Andrea Bertozzi della Zonca ha precisato come dietro al controllo archeologico ci sia «un lavoro che richiede molta pazienza, un lavoro di alto livello che richiede una forte sinergia tra le università, gli studenti, le soprintendenze e le forze dell'ordine, è altresì importante la comunicazione, bisogna segnalare per agire in anticipo». A coordinare l'incontro è stata la professoressa Basena Hamarneh, docente di archeologia cristiana e medievale nel corso di laurea in Archeologia del mediterraneo: «Per i ragazzi è stata un'importante lezione dove hanno capito che è possibile operare ed aiutare le forze dell'ordine su come recuperare reperti storici». Diversi gli interventi degli studenti che hanno chiesto al capitano Giuseppe Marseglia il perché non si favoriscano di più gli studi e le ricerche degli studiosi, ma è stato spiegato come per patrocinare questi tipi di interventi i costi siano elevati, ma curiosità è stata espressa anche per le pene a volte leggere che puniscono i "tombaroli".