Autodromo, parco giochi e centro commerciale: la Regione Veneto vara il megaprogetto. Provocando la rivolta degli ambientalisti e dei paesi confinanti Shopping, motori e divertimento: cosa volere di più? Basta con la Regione che spende solo in strade, scuole e infrastrutture, meglio investire in un nuovo polo per il tempo libero che renda tutti più allegri. Così il Veneto ha inserito tra le tre opere principali, accanto al passante di Mestre e al Mose di Venezia, anche un centro commerciale tra i più grandi in Europa insieme a una nuova immensa copia di Gardaland, a un autodromo di cinque chilometri e a una cittadella sportiva da far invidia a Coverciano. Per il governatore Giancarlo Galan parco divertimenti e supermercato sono lottizzazioni pubbliche strategiche. Poco male se sono servite due leggi su misura, più deroghe e varianti per rimuovere gli "ostacoli" ambientali: norme decise a mezzanotte o due giorni prima dello scioglimento del Consiglio regionale. Nulla di male se l'area prescelta ricade nel bel mezzo del parco fluviale della pianura veronese, soprannominato ora "Il parco col buco". Tanto quelle che nasceranno saranno tutte "opere pubbliche" concentrate su un'area di cinque milioni di metri quadrati nelle risaie veronesi, fra i comuni di Trevenzuolo e Vigasio, sul confine con la provincia di Mantova. « Cinque milioni di metri quadrati che saliranno a dieci con infrastrutture e altre costruzioni già previste nelle aree circostanti», denuncia Vincenzo Parise di Legambiente, tra i promotori della protesta contro il piano. Un anno fa "L'espresso" rivelò che dietro all'operazione c'erano quattro dei furbetti del quartierino: Emilio Gnutti, Giovanni Consorte, Stefano Ricucci e Gianpiero Fiorani. Ora la compagine è un po' cambiata. Fuori Fiorani e Ricucci, al posto di Gnutti c'è la sua segretaria, Maurizia Gallia, e a sostituire Consorte è arrivata la potente CoopSette di Reggio Emilia. Allora l'investimento era di 600 milioni di euro, adesso è lievitato a un miliardo. Cinque i soci, che hanno costituito la Società autodromo del Veneto, il cui 52 per cento è in mano pubblica della Regione Veneto, attraverso la Veneto Sviluppo, e dei comuni di Trevenzuolo e Vigasio, mentre il resto fa capo a due private, la Draco e la CoopSette. A luglio tutti i terreni verranno acquisiti dalle due società private e a quel punto cambieranno anche le quote. L'ente pubblico scenderà all'1 per cento e il rimanente 99 sarà in mano agli altri soci, che metteranno il capitale e realizzeranno anche l'enorme centro, già battezzato la Città dei motori. Solo l'autodromo rimarrà per circa il 13 per cento in mano pubblica. La polpa ai privati, i debiti al pubblico, perché tutti gli autodromi in Italia hanno il bilancio in passivo. La Regione Veneto è infatti intervenuta di recente per sostenere le casse vuote di quello di Adria, mentre a 80 chilometri del futuro autodromo veronese sorgerà un altro circuito, quello di Marzaglia (Modena). E nella vicina Emilia Romagna vi sono già quattro piste maggiori e altre cinque più piccole. La zona inoltre è costellata di centri commerciali. A meno di 15 chilometri vi sono ben cinque megastore. I sostenitori della Città dei motori dicono che darà lavoro a 3 mila persone, tuttavia fra quelle campagne veronesi la disoccupazione è ben al di sotto del 3 per cento. Ambientalisti e comitati civici sono in rivolta. E un nuovo progetto supplementare ha messo sul piede di guerra anche le amministrazioni locali: un altro milione di metri quadrati da destinare a centro logistico per le merci adiacente all'autodromo. La commissione Via (valutazione impatto ambientale) della Provincia di Verona e sei degli otto comuni del comprensorio sono in allarme per l'aumento di traffico pesante. Anche la Provincia di Mantova si è preoccupata per le ricadute sul suo territorio e ha chiesto a quella di Verona di intervenire subito. Ma serviranno più di 80 milioni per rifare la viabilità. Si parla di una "tassa di scopo" che dovrebbe ricadere solo sulla Società autodromo del Veneto, peccato che ne faccia parte anche la Regione e i due comuni azionisti, dunque tutti i cittadini veneri. Tasse pubbliche, utili privati: più che un divertimento, sarebbe una beffa.
Lottizzazioni Il caso Verona. Luna Park Galan
La Regione Veneto ha varato un megaprogetto che prevede la costruzione di un centro commerciale, un autodromo e una cittadella sportiva tra le risaie veronesi. Il progetto è stato approvato nonostante la rivolta degli ambientalisti e dei comitati civici, che hanno denunciato l'aumento di traffico e le ricadute sul territorio. La società che promuove il progetto, la Società autodromo del Veneto, è composta da cinque soci, tra cui la Regione Veneto, i comuni di Trevenzuolo e Vigasio e due private, la Draco e la CoopSette. Il progetto prevede un investimento di 1 miliardo di euro e sarà realizzato in un'area di cinque milioni di metri quadrati.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo