VIA le canne di bambù «da stabilimento balneare» al Sacro Speco e avanti con «secchiello e paletta» da lavori in corso. A chiederlo alla Soprintendenza è il Wwf, che a quasi due anni dal crollo del muro di contenimento del '300 franato sulla «scalinata dei pellegrini» sottostante aprendo una voragine, sollecita il ripristino del piazzale d'ingresso dell'antico cenobio. Dove i numerosi visitatori sono costretti all'ingresso in fila indiana nell'unico passaggio pedonale lasciato dalle transenne ricoperte da canne di bambù. «Non è questo il modo di trattare uno dei siti storico-artistici più importanti del Lazio - attacca il Wwf - sarebbe opportuno procedere con un intervento che consolidi il muro e restituisca la fruibilità al piazzale. Anche i due padiglioni all'ingresso del bosco, proprio dietro l'arco che conduce al monastero, sono ormai in pessimo stato, anzi corre il rischio che qualche pezzo di intonaco o qualche tegola precipiti su qualche ignaro turista, obbligato a transitare in quel punto del monastero». Per i cui lavori c'è da mesi il via libera del provveditorato Opere pubbliche del Lazio, ma ancora non ci sono i fondi per aprire il cantiere. Che rappresenterebbe il primo stralcio, per una spesa prevista di 250 mila euro, del progetto esecutivo destinato a completare l'opera di consolidamento del monastero sorto attorno alla grotta dove San Benedetto iniziò la sua vita eremitica, che invece ammonterebbe a oltre 2 milioni e mezzo di euro.