Parla Ruggero Martines, direttore regionale di Beni culturali: costerà oltre 23 milioni "IL PETRUZZELLI, come del resto il Margherita, sono nati bianchi. Quale colore si aspettano ora i baresi per il loro teatro?». Sembra essere questo l'unico dubbio di Ruggero Martines, direttore regionale dei Beni culturali e vice commissario insieme a Salvo Nastasi; per il resto, per come sarà, cioè, il futuro Petruzzelli, le indicazioni sono chiare. «Il progetto presentato dalle ditte Conscoop di Forlì e Sac di Roma, che, riunite in un'associazione temporanea d'impresa, si sono aggiudicate l'appalto per i lavori spiega Martines propone diversi vantaggi: intanto è quello che offre un tempo in assoluto minore ed è quindi presumibile che si riesca a rientrare nella scadenza fissata per la riapertura (dicembre 2008), nonostante l'organizzazione del cantiere sia particolare e costosa; poi, non meno importante è che le ditte vincitrici abbiano fatto uno sconto per certi versi inferiore a quello delle altre in gara: un fattore rilevante proprio perché, per mantenere dei tempi corti, il costo non può essere modesto; il risparmio, insomma, è nemico della celerità». Il progetto, esaminato e promosso dalla commissione di tecnici presieduta da Silvio Albanesi, preside della facoltà di Ingegneria dell'Università di Ancona e composta da Giampaolo Imbrighi, dell'Università La Sapienza di Roma, Tatiana Kirova, del Politecnico di Torino, Dario Zaninelli, del Politecnico di Milano, Giuseppe Sardone, direttore amministrativo della Soprintendenza di Bari, ha valutato infatti sia gli aspetti tecnici che quelli economici: il cantiere costerà 23 milioni e 370 mila euro, vale a dire sette in meno rispetto alla base d'asta, e si dovrebbero risparmiare oltre trenta giorni sul ruolino di marcia dei lavori. «Il progetto che la commissione ha approvato aggiunge Martinesaffronta con particolare attenzione l'aspetto scenotecnico che al Petruzzelli non è mai stato un capolavoro; migliora moltissimo il golfo mistico, vale a dire la buca dell'orchestra, e anche la distribuzione e gli impianti: insomma, è un progetto molto pensato e meditato». Se si punta tanto sulla scenotecnica è sostanzialmente perché l'arte teatrale moderna è parecchio differente da quella adottata all'epoca della costruzione. «Il Petruzzelli spiega in proposito Martines ha delle peculiarità: nessun teatro lirico, per esempio, ha la cupola e l'emiciclo tondo, piuttosto a ferro di cavallo. Si tratta di scelte operate all'epoca dall'ingegner Messeni Nemagna che però non fanno parte della tradizione propria dell'edilizia teatrale e portano a pagare un prezzo, per esempio, in termini di acustica. Certo, all'ingegnere va riconosciuto di aver centrato l'obiettivo di realizzare un teatro bello e capiente, ma anche molto sui generis per le caratteristiche: niente a che vedere, per intenderci, con il San Carlo di Napoli, il Regio di Parma o con la Scala di Milano. Ecco, riuscire ad entrare in meccanismi cosi complessi, apportando notevoli migliorie, non è cosa comune né semplice. Tutti i sette progetti presentati, secondo la commissione, sono di qualità medio alta, ma quello vincitore è eccezionale». È dunque con questa prospettiva che oggi il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli, insieme al commissario straordinario per la ricostruzione Angelo Balducci, aprirà il cantiere del teatro, ridotto in cenere il 27 ottobre del 1991. Se l'auspicio già manifestato dal vice premier è che il Petruzzelli "dovrà tornare a essere un'istituzione di rango europeo", un simbolo di quello che fu il glorioso politeama barese è oggi costituito dal foyer, riaperto nel giugno del 2005. Dopo due anni di restauro, l'apparato decorativo fatto di stucchi, ori, decori, dipinti fu restituito alla sua bellezza grazie al lavoro guidato da Daniela De Bellis per conto della Direzione regionale dei Beni culturali, che impegnò una quarantina di persone fra restauratori, operai, tecnici ed elettricisti. Il foyer ora si offre nella sua abbagliante bellezza ritrovata: il bianco panna e l'oro sono i colori dominanti, proprio come all'origine. Sono ritornati a splendere anche la tela di Raffaele Armenise, unica testimonianza rimasta dell'artista, dopo la distruzione del sipario e della cupola, le sedici cariatidi, le schiere di putti, le lampade in ottone, la balaustra lignea, le statue dei quattro grandi della musica colta pugliese Piccinni, Paisiello, Mercadante e De Giosa perfino i vetri delle porte che mostrano ancora l'antico logo con le lettere Tp intrecciate. Resta da attendere che ritorni il teatro.
(Bari) "Faremo bene e velocemente ora resta un dubbio, il colore"
Il progetto per il Petruzzelli, teatro di Bari, è stato approvato dalla commissione di tecnici presieduta da Silvio Albanesi. Il cantiere costerà 23 milioni e 370 mila euro, con un risparmio di oltre trenta giorni sul ruolino di marcia dei lavori. Il progetto migliora il golfo mistico e la distribuzione degli impianti, e presenta diversi vantaggi, tra cui il tempo minore richiesto per la realizzazione e il risparmio di costi. Il direttore regionale dei Beni culturali, Ruggero Martines, ha spiegato che il progetto è stato valutato sia per aspetti tecnici che economici, e che il teatro sarà un'istituzione di rango europeo.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo