QUANDO DI GENIO si parla, Lui non può certo mancare... Per questo il 'Genio fiorentino' dedica una ricca parentesi a Leonardo da Vinci, al suo poliedrico personaggio, alle sue intuizioni, ai suoi misteri. L'iniziativa in programma il 18 maggio riporta l'obiettivo su una 'caccia' mai conclusa: la trentennale ricerca della 'Battaglia di Anghiari', affresco di Leonardo andato perduto, ma ancora ammirato nel 1549, forse 'nascosto' sotto gli affreschi del Vasari nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, teatro dell'evento. Fra una settimana sarà insediato il Comitato scientifico incaricato dell'operazione, dopo la lettera inviata dal ministro per i Beni culturali, Francesco Rutelli, al sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, in cui lo invitava a «insediare una commissione che dia corso agli accertamenti diagnostici indispensabili». Il giorno è arrivato. E, fra i membri dell'equipe, non poteva mancare Fingegner Maurizio Seracini, una laurea in ingegneria elettronica a Padova e in ingegneria biomedica, docente in 4 università e direttore del centro diagnostico per i beni culturali Editech, considerato il più grande esperto sulla ricerca della 'Battaglia di Anghiari'. LA TECNOLOGIA che l'ingegnere fiorentino sta mettendo a punto dovrebbe consentire, con un metodo non invasivo, di accertare se qualcosa dell'opera fantasma sopravviva davvero. Lo stesso Leonardo narra che al momento di 'posare il pennello' si scatenò un violento temporale che danneggiò il grande cartone da lui portato all'interno della Sala del Gran Consiglio (oggi Salone dei Cinquecento). Fu quello l'infausto inizio dì ciò che si era subito imposto come l'evento artistico più importante di tutto il Rinascimento fiorentino, e che, secondo Cellini, già si configurava insieme a quello della 'Battaglia di Cascina' di Michelangelo, come la 'Scuola del mondo' per le nuove generazioni di artisti. Una meravigliosa creazione che forse esiste ancora. Grazie al sonar è stalo scoperto che sulla parete est (dove si crede che Leonardo abbia dipinto la sua opera), tra l'incrostatura il muro originale c'è dello spazio. Il recente ritrovamento dì documenti di spesa relativi a lavori di muratura eseguiti sulla parete Est nel Novembre 1504, hanno ulteriormente rafforzato la convinzione che 'La lotta per lo stendardo', ovvero la scena della 'Battaglia di Anghiari' portata a compimento da Leonardo possa trovarsi dietro la muratura eretta dal Vasari durante il rifacimento strutturale del 1563. OGGI GRAZIE alla strumentazione messa a punto da Seracini sarà possibile esaminare se sotto il dipinto del Vasari si trovano gli elementi che componevano i pigmenti usati da Leonardo per la Battaglia di Anghiari, come ad esempio la biacca a base di piombo. «Possediamo la lista della spesa che Leonardo diede alla Repubblica Fiorentina», anticipa l'esperto, che sta ora perfezionando un metodo per fornire un'immagine di ciò che nasconde la parete, senza intaccare il muro. In seguito ai suoi studi, l'ingegnere sostiene che «non ci sono elementi oggettivi a dimostrazione che il dipinto sia stato distrutto». «Anzi, i rilevamenti condotti nel Salone dei Cinquecento dimostrano che Vasari doveva avere di fronte il dipinto dì Leonardo quando ha messo mano alla ristrutturazione di Palazzo Vecchio», riprende. Il dipinto dovrebbe trovarsi ancora nascosto sotto gli affreschi di Vasari, proprio nel punto in cui oggi si ammira 'La battaglia di Scannagallo'. Il Vasari stesso avrebbe lasciato un importante indizio nel suo dipinto: una piccola bandiera verde con la scritta «cerca trova». A dimostrazione delle sue tesi, Maurizio Seracini sostiene che sarebbe sufficiente un piccolo sondaggio diagnostico sulla parete occupata dall'affresco del Vasari, laddove un'indagine termografica da lui effettuata ha già evidenziato la presenza di una sottile intercapedine, che ritiene sia stata creata da Vasari per proteggere il dipinto di Leonardo da Vinci. Ingegnere, a che punto siete rimasti? «Durante l'ultima tranche delle indagini, sospese alla fine del 2002, abbiamo utilizzato georadar e ultrasuoni per verificare l'estensione e la localizzazione dell'intercapedine. La prima cosa da fare, una volta ricostituito il gruppo di lavoro, sarà terminare questo tipo di accertamento, assolutamente non invasivo». Dopodiché, ingegnere? «Il passo successivo verrà effettuato con una sofisticata apparecchiatura che stiamo mettendo a punto all'università di San Diego». Di cosa si tratta? «Abbiamo terminato lo studio dì fattibilità di una macchina capace di individuare elementi chimici al di là di una parete: nello specifico della Battaglia di Anghiari, andremo a caccia dei 'minerali' contenuti nei colori utilizzati da Leonardo che, nel Salone dei Cinquecento, non ha realizzato un affresco, ma un dipinto». Quindi? «La presenza del piombo contenuto nella biacca, del mercurio presente nel cinabro riveleranno il luogo preciso in cui ha dipinto il suo capolavoro mai più visto». Tempi previsti? «Per costruire la macchina, completamente a spese dell'università californiana, occorreranno 8-12 mesi. Ma le ricerche potrebbero ripartire anche subito». Finanziamenti? «C'era uno sponsor, il signor Guinness, quello della birra. Speriamo di poterlo recuperare».