Il vicesindaco Falci. «Un tavolo operativo per la ricerca storico-documentaria, mostre ed eventi per la crescita» La cultura può diventare soggetto trainante di sviluppo economico per un intero territorio: un tema questo lungamente dibattuto che ha tra i suoi sostenitori anche la prof.ssa Fiorella Falci, attuale vicesindaco di Caltanissetta. «L'economia dei beni immateriali - sostiene Fiorella Falci, che dal sindaco Salvatore Messana ha ricevuto la delega assessoriale alla Identità e Futuro - trova a Caltanissetta una serie di risorse ed un sistema infrastrutturale già quasi completamente definito. La prima risorsa per un sistema moderno di marketing territoriale è la "riconoscibilità" di un territorio che ha nella sua storia economica, la società dello zolfo, connotati che lo rendono "leggibile" a livello mondiale, attraverso una produzione letteraria dedicata che, da Verga a Pirandello, da Rosso di San Secondo a Sciascia, ha costruito sul sottosuolo minerario un immaginario collettivo di forte potenza simbolica. Insieme ad un paesaggio che ha conservato l'unicità geomorfologica legata a quella storia, in cui i segni della stratificazione del feudo e della zolfara sono ancora presenti su tutto l'altopiano della Sicilia centrale, peraltro tutelata da un sistema di riserve naturali già in buona parte operative, questa leggibilità è il presupposto naturale per costruire un sistema di economia dei beni relazionali con uno strumento, il Parco geominerario della zolfare di Sicilia, esteso sul territorio di cinque province, candidato al riconoscimento dell'Unicef come "patrimonio dell'umanità" non meno del barocco del sud-est o dei siti archeologici che questo riconoscimento hanno già conquistato». «Si intrecciano intorno a questo progetto - aggiunge l'amministratore comunale - i fili della ricerca scientifica (lo sviluppo ecosostenibile), della storia, della letteratura ("tutta la letteratura siciliana è figlia dello zolfo" scriveva Sciascia), dell'antropologia e della religiosità (la Settimana Santa più ricca della Sicilia è per buona parte il prodotto della società dello zolfo e dell'originalità drammatica della sua autorappresentazione). Nella Legge Finanziaria 2007 l'istituzione del Geo-Parco è già presente come indirizzo politico, si tratta ora di accompagnarne il percorso costitutivo con un impegno delle istituzioni regionali che corrisponda alla domanda unanime che dalle istituzioni locali è stata espressa, e che ha dato vita, già dall'autunno scorso, ad un "tavolo operativo" promosso dal Comune di Caltanissetta, oltre che, da anni, ad innumerevoli momenti di dibattito, ricerca storico-documentaria, mostre, eventi culturali che ne hanno approfondito le ragioni ed il valore di contemporaneità. Non si tratta di costruire una nuova struttura burocratica di gestione, ma di mettere in rete tutte le iniziative, pubbliche e private, che nelle province ex minerarie sono già in cantiere o operative, e di ottimizzarne le potenzialità con un piano di comunicazione a livello internazionale che raggiunga la domanda di turismo di qualità nei diversi paesi del mondo che la esprimono». «Caltanissetta, al centro del "continente-Sicilia" sin da quando, a fine medioevo, i Moncada, l'aristocrazia più potente del Mediterraneo spagnolo, la scelsero come sede principale del loro "stato" - dice Fiorella Falci - possiede oggi una serie di infrastrutture della cultura che ne fanno un luogo privilegiato in tutto l'interno dell'Isola: dal palazzo Moncada, il più vasto edificio civile di architettura barocca, al complesso secentesco della biblioteca Scarabelli, con i suoi centocinquantamila volumi, dal Teatro Margherita, attivo per oltre 150 serate l'anno, luogo di produzione e non solo di rappresentazione di spettacoli, al Parco Letterario Regalpetra, fino al Centro Culturale polivalente "Michele Abbate", nel vecchio macello ottocentesco appena ristrutturato, soltanto per citare le disponibilità comunali. Un sistema di musei ben integrato (Archeologico a S.Spirito, Diocesano per l'arte sacra e, quasi completo, il Museo Mineralogico all'ingresso della città) propone ai visitatori occasioni per un turismo destagionalizzato che vada alla ricerca dell'anima profonda del mediterraneo con un itinerario completo di visualizzazione di un patrimonio insospettato e affascinante. Se a tutto questo aggiungiamo un calendario di eventi di rilievo, che lungo tutto il corso dell'anno propongono la valorizzazione delle risorse del territorio (da "Cento sapori" per l'agricoltura di qualità e l'enogastronomia, a "Dolcearte" per il torrone e la produzione dolciaria, da "Rossofestival" per il teatro di ricerca, alle stagioni di Jazz, prosa, cabaret, alla Mostra del minerale con "Ambiente, storia e cultura della zolfara" in settembre) risulta evidente come non manchi la "materia prima" per un'economia dei beni immateriali che capitalizzi e dia continuità a tutto l'indotto che intorno ad essa si costruisce». Quali le soluzioni possibili? «Si tratta di fare sistema con queste risorse e queste infrastrutture - suggerisce il vicesindaco di Caltanissetta - mettendo in rete paesaggio, centri urbani e patrimonio culturale, insieme con un sistema di accoglienza e di piena fruizione delle risorse in cui si cimentino gli investimenti privati e le professionalità del territorio. In altri luoghi d'Italia con molto meno si sono costruite economie robuste e attività produttive che hanno riconvertito le vocazioni territoriali in maniera significativa. Non a caso il Piano Strategico che sta costruendo, con un percorso di ampio coinvolgimento sociale, un profilo di sviluppo per il futuro della nostra città, punta su identità e cultura per caratterizzare i requisiti di innovazione rispetto all'economia tradizionale, motivandolo con la scelta della risorsa-qualità, vincente nelle dinamiche della globalizzazione, rispetto alla produzione quantitativa di merci, campo in cui la concorrenza di paesi extraeuropei è ormai inarrivabile. Se il quartiere in cui, mille anni fa, è nata Caltanissetta, "gli Angeli" è ancora oggi in Sicilia il più vasto insediamento urbanistico di origine araba che si sia conservato, se il centro storico della città comincia a riqualificarsi con il restauro di alcuni complessi di rilievo storico con destinazione pubblica (ultimo esempio il monastero di San Domenico come residenza universitaria), perché non incentivare nei quartieri del centro antico la riconversione, già iniziata da alcuni privati, in "Bed and Breakfast" di tante strutture abitative dimesse, per costruire intorno un'economia dell'accoglienza, sostenuta dalle tante attività di ristorazione e di ricerca enogastronomia già attive, che ottimizzi con proposte competitive la centralità geografica rispetto a tutti i flussi turistici regionali?». «Si gioca - conclude l'assessore - intorno all'asse culturasviluppo la capacità di istituzioni, imprenditoria, Università, competenze professionali del territorio, di costruire una frontiera di modernità sulle risorse dell'identità e della tradizione, come in poche altre parti del mondo, per ragioni storiche, è possibile oggi fare. Questo richiede però uno scatto culturale (e perfino antropologico) per superare gli stereotipi dell'abbandono, della decadenza, dell'isolamento, spesso alibi consolatori per l' inadeguatezza politica e l'arretratezza imprenditoriale, ed assumere in prima persona la responsabilità di costruire il nostro futuro mettendo a frutto i "talenti" che abbiamo, e non sono pochi».
La Sicilia
10 Maggio 2007
Caltanissetta. La cultura è sviluppo economico
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