La sensazione è quella di uno spoil System alla lombarda. Certo è che Guido Artom passerà la mano. Nei prossimi giorni lascerà la presidenza del museo Poldi Pezzoli, una delle istituzioni culturali di maggior prestigio della città. Che proprio nei nove anni a sua guida ha saputo trovare uno smalto di livello internazionale. Un addio che deve essere stato amaro. Artom è (non solo) a Milano figura molto nota. Repubblicano storico, imprenditore, già vicepresidente di Confindustria e presidente della Fiera. Soprattutto, per il Poldi Pezzoli quella di Artom è stata una presidenza di impegno e risultati veri. E tuttavia, la Regione ha deciso di non ridesignare l'imprenditore tra i due consiglieri d'amministrazione di sua nomina. Secondo un esponente del Carroccio, l'assessore leghista alla Cultura, Ettore Albertoni, non c'entra nulla: il benservito sarebbe stato comunicato all'interessato dal presidente Formigoni in persona. In Regione, c'è chi parla di una fantomatica regola sulla non ripetibilità della designazione. I motivi dell'avvicendamento, per ora, non si conoscono. Li si apprenderanno, forse, lunedì. Per quel giorno l'ex presidente della Fiera ha convocato una conferenza stampa per rendere pubblico il suo bilancio dei nove anni trascorsi nella casa-museo voluta da Gian Giacomo Poldi Pezzoli. Al posto di Artom, la Regione ha designato due donne: l'esperta In eventi e fondazioni culturali Daria Tinelli Rocca (il Rocca che significa Techint), e Paola Ambrosini. Tra una decina di giorni, il consiglio del museo potrebbe eleggere presidente proprio la neo designata Darla Tinelli. Anche Ombretta Colli ha rinnovato la rappresentanza di Palazzo Isimbardi al Poldi Pezzoli. Anche qui la prescelta è una donna: si tratta dell'ex consigliere regionale azzurro Micaela Goren Monti.