Via all'abbattimento di 20.000 metri cubi illegali Veltroni: la furbizia non paga Il primo colpo dell'escavatrice sbriciola un pezzo di grondaia, poi la ruspa affonda i denti nelle tegole rosse. Sono le 12.30 quando inizia la demolizione: dieci immobili a uno o due piani destinati a ospitare 62 abitazioni. Appartamenti e villette con giardino, affacci sull'agro romano, rifiniture in legni pregiati. E laggiù, in fondo ai 28 ettari di verde, campi da tennis e piscina. «È il quinto abbattimento nel parco di Veio ed è il più grosso di questi anni», sottolinea Walter Veltroni che, insieme al vice capo di gabinetto Luca Odevaine, si trova davanti a un'ex stalla diventata un parallelepipedo lungo 60 metri. «Con questa demolizione - continua - i metri cubi abusivi distrutti a Roma dal 2001 sono circa 500 mila». Al cancello di via della Giustiniana 320, vicino a Prima Porta, gli addetti alle ruspe si presentano alle quattro del mattino. Tra ufficio Decoro urbano, ufficio Antiabusivismo edilizio, Protezione civile e Pics (i vigili urbani del Pronto intervento centro storico) sono 80. Seguono sette escavatrici e dieci autocarri, che dovranno trasportare le macerie. Radere al suolo gli immobili costerà 200 mila euro, ma pagherà la proprietaria dell'area, la società Agricola Giustiniana. «La legalità - sottolinea il sindaco - è difendere i cittadini onesti, contrastando l'idea che chi è più furbo la vince». I metri cubi da abbattere sono 20 mila. Massimo Miglio, direttore dell'ufficio Antiabusivismo edilizio, calcola che ci vorranno cinque giorni. Prima qui c'era solo un borgo agricolo, 2.358 metri quadri tra stalle, rimesse e una chiesetta. Adesso i metri quadri sono il doppio e il valore degli immobili è balzato a 45 milioni, 70 con il terreno. E la chiesetta è diventata un villino con abside. Verso le sette arriva l'imprenditore Giuseppe Cucchiella, considerato il dominus della società. Il legale rappresentante però è un signore di 78 anni, Giuseppe Velli. I due, insieme al direttore dei lavori, Marcello Pallucca, sono stati citati in giudizio dal pm Assunta Cocomello: il processo inizierà il 21 giugno. Cucchiella legge l'ordine di demolizione del Comune, che risale al 24 febbraio, il costruttore ha chiesto la sospensione del provvedimento al Tar e al Consiglio di Stato, ma ha perso tutt'e due le volte. Il 3 aprile infatti, spiega l'avvocato del Campidoglio, Rodolfo Murra, i giudici di Palazzo Spada hanno stabilito che «le opere realizzate risultano prive di titolo abilitativo». Anche i ricorsi contro il sequestro del 6 dicembre 2005 si sono risolti in una sconfitta: sia il tribunale del riesame, sia la Cassazione hanno dato ragione alla procura. I legali di Cucchiella, Giovanni Cipollone e Gianluca De Fazio, provano a trattare. Vorrebbero che il Comune interrompesse la demolizione per avere il tempo di chiedere al tribunale una perizia. «Qui si è fatto solo un restauro conservativo», sostiene De Fazio. «Se distruggerete la prova della nostra innocenza, ne risponderete», avverte Cipollone. «Potete abbattere gli interni, non le mura», tenta ancora De Fazio. Poco dopo, le ruspe entrano in azione. Prima di cominciare a costruire, la società aveva chiesto il nulla osta preventivo all'Ente Parco. Il permesso era stato rifiatato, ma la Agricola Giustiniana non se n'era preoccupata: aveva presentato sei Dia (dichiarazione di inizio attività) e aveva aperto iniziato i lavori. Motivo ufficiale, straordinaria manutenzione. «Il cantiere - racconta il comandante del Pics, Rocco Penna - era nascosto da teloni verdi di plastica e balle di fieno, ma nel corso di un'altra demolizione abbiamo notato il silos di cemento. Allora siamo intervenuti». Era l'autunno del 2005, c'erano circa cento operai. «La società ha creduto di farla franca - osserva il direttore dell'Ente Parco, Roberto Sinibaldi -, ma per scoraggiare i furbi, bastano una decina di demolizioni all'anno». 20.000 Era di 20 mila metri cubi il complesso nel Parco di Veio di cui ieri il Comune ha iniziato la demolizione. In dieci fabbricati a uno o due piani la società Agricola Giustiniana aveva realizzato 62 appartamenti e villini per oltre cinquemila metri quadri. Mancavano solo le rifiniture e i giardini 70 Ammonta a 70 milioni di euro il valore (stimato) del complesso abusivo in via della Giustiniana. I soli immobili avrebbero avuto una «quotazione» sul mercato pari a 45 milioni di euro. Prima che venissero realizzati i 62 appartamenti e villini, sull'area c'era soltanto un borgo agricolo 500.000 Sono 500.000 i metri cubi fuorilegge abbattuti a Roma dal 2001. Lo ha detto ieri il sindaco Walter Veltroni aggiungendo che la demolizione di via della Giustiniana è la maggiore degli ultimi anni. Nel Parco di Veio è la quinta volta che intervengono le ruspe
Abusivismo record, ruspe al Parco di Yeio
Il Comune di Roma ha iniziato la demolizione di un complesso abusivo di 20.000 metri cubi nel Parco di Veio, a via della Giustiniana. Il complesso, che comprendeva 62 appartamenti e villini, era stato realizzato senza il titolo abilitativo e aveva una valutazione stimata di 70 milioni di euro. La società Agricola Giustiniana, che aveva realizzato il complesso, aveva chiesto la sospensione della demolizione al Tar e al Consiglio di Stato, ma aveva perso entrambe le volte. Il sindaco Walter Veltroni ha sottolineato che la demolizione è la maggiore degli ultimi anni e che la legalità è difesa dei cittadini onesti.
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