È il primo museo italiano di arte contemporanea realizzato con fondi dell'Unione Europea. Il Madre ha un calendario che arriva fino al 2009, il programma delle mostre è stato presentato a Roma nella sede della Stampa estera. Coinvolge le più interessanti personalità artistiche locali e internazionali, i prossimi appuntamenti riguardano da questo mese di maggio Piero Manzoni, Mimmo Paladino, Robert Rauschenberg, Thomas Struth. Questi nomi si aggiungono alle collezioni permanenti che, dal 2005, oltre 100 opere, fanno parte delle collezioni che da Burri a Mapplethorpe sono state acquisite selezionandole con criteri filologici e storici per dotare la città fra le più contraddittorie della terra, Napoli, di un bagaglio almeno artistico. Madre: cos'è? Sorge nel cuore del centro antico di Napoli, acronimo di Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina, in quella via Settembrini sollevata e sprofondata dalla pressione delle acque dell'alluvione del 2000. Parte della strada è ancora chiusa al traffico, a causa del cedimento di un paio di palazzi al civico pari, sgomberati da allora. Nonostante le ferite, nel cuore della città devastata, al civico dispari 79, a pochi passi dal Museo Archeologico, e dalla nuova metropolitana, ottimamente collegato a ferrovia e aereoporto, e anche a due passi da porta San Gennaro, un morto ammazzato due mesi fa, sorge e si radica nella città il progetto per una nuova visione della realtà voluto dalla Regione. Com'è nella sua storia, Napoli si appella all'arte per la propria rinascita. «Madre» dei dolori, ma anche «Madre» del futuro, il museo del cuore antico di Napoli guarda all'arte contemporanea. Il museo nasce il primo aprile 2004 «in un palazzo storico ma tormentato e violentato». Il governatore della Campania, Antonio Bassolino, affida i lavori di ristrutturazione ad Alvaro Siza, architetto che riesce a trasformare le stratificazioni dell'impianto seicentesco del palazzo in una struttura capace di accogliere collezioni permanenti, nuove esposizioni, bookshop e buvette, quest'ultima affidata a uno chef, Alfonso Iaccarino, definito per l'occasione direttore artistico: del cibo. Non si tratta di fantasia al potere: il progetto del Madre è il potere abbinato alla fantasia. Con l'occhio alla tradizione. Da domani, nel cortile del Madre, Mimmo Paladino esporrà fino all'8 ottobre una serie di corpi, con una sorpresa annunciata. La mostra di Piero Manzoni (per intenderci, quello che espose la «Merda d'artista») coinciderà con l'apertura della caffetteria e del ristorante (dal 19 maggio al 24 settembre 2007). Ma soprattutto, la mostra «You have not been honest», (dal 24 maggio al primo ottobre 2007) letteralmente, «Non sei mai stato onesto», produzioni anglosassoni di cortometraggi, coinciderà con l'apertura della chiesa di Donnaregina vecchia, attualmente sede della scuola di restauro, vicina di casa della casa del clan Moccia, nel vicolo a fianco, lo stesso incriminato dell'ammazzato a Porta San Gennaro. Le intenzioni sono di «formare il gusto della città». Non a caso, l'esposizione di Piero Manzoni, antologica curata da Germano Celant, che si occupa dell'opera dell'artista in tutti i musei del mondo, spazierà dalla produzione dal 1957 al 1963 confrontandola con le influenze avute nelle produzioni di Burri o Fontana, inserendo insomma l'arte nella storia e nella storia dell'arte. Achille Bonito Oliva, presidente del comitato scientifico del Madre, sostiene che non è vero che Napoli vive di stati d'animo. «Musei belli così, con scenario antico recuperato e arte contemporanea, sono in Italia solo al Castello di Rivoli sopra Torino, al Mart di Rovereto e al nuovo Macro di Roma», spiega. E aggiunge che il Madre adotta una disciplina di politica culturale mai adottata da altri musei al mondo. Eduardo Cicelyn, direttore con Mario Codognato del museo, tiene a precisare che nel solo 2006, il Madre ha registrato 53mila visitatori paganti. Il comitato di quartiere San Lorenzo richiede: se vado al museo ce le pulite le rampe in via Loffredi?
Madre, il museo laboratorio dell'arte
Il Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina, noto come Madre, è il primo museo italiano di arte contemporanea finanziato dall'Unione Europea. Sorge nel cuore del centro antico di Napoli, in un palazzo storico ristrutturato da Alvaro Siza. Il museo ospita collezioni permanenti e mostre temporanee, tra cui una serie di corpi di Mimmo Paladino e una mostra di Piero Manzoni. La mostra di Manzoni è accompagnata da una serie di cortometraggi anglosassoni e da un'antologica curata da Germano Celant. Il museo ha registrato 53mila visitatori paganti nel 2006.
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