LINTERVENTO Curioso che a Genova e nella nostra regione il dibattito su alcune questioni vitali che orientano le politiche territoriali come il paesaggio e le identità dei luoghi e delle collettività locali che al paesaggio sono legate a doppio filo - si riaccenda solo in occasione delle campagne elettorali, come se lesigenza di voltar pagina, di iniziare una "nuova stagione" anche intorno a questi temi, appartenga più alla promesse elettorali che alla pratica di governo. I modi della gestione della tutela del paesaggio da parte della soprintendenza che questo giornale ha felicemente documentato in un articolo di Marco Preve, suscitando tuttavia la reazione critica del Soprintendente Rossini, sembrano costituire una bella eccezione a questo modo di considerare i problemi del paesaggio. Abbiamo infatti preso atto che da parte della soprintendenza esiste ed è felicemente operante una pratica di costante monitoraggio del paesaggio e che le criticità che tale pratica evidenzia sono alla base di unazione amministrativa costantemente discussa e concordata con i Comuni, le Province e la Regione e anche che queste azioni amministrative esprimono spesso una dialettica sia interna a queste stesse istituzioni sia nei loro rapporti, come anche una successiva intervista allassessore regionale Zunino, sempre su questo giornale, ci ha mostrato. Di tutto questo non mi pare il caso di menare scandalo o di preoccuparsi. Al contrario, come cittadino, mi pare che ci sia solo da felicitarsi e vedere in tutto ciò soprattutto una bella prova di vitalità e di responsabilità di una comunità regionale, che in alcuni suoi rappresentanti e interpreti sembra finalmente dimostrare di tenere al proprio paesaggio, di riconoscere in esso una risorsa che non può essere impunemente consumata. Come cittadini ci aspettiamo che anche gli altri livelli istituzionali per esempio le province il cui potere di controllo sui piani urbanistici comunali è molto grande che oggi rimangono silenziosi si pronuncino e si impegnino. Altra è infatti limmagine finora prevalente nella cronaca quotidiana: sulle criticità sono in genere le associazioni ambientaliste o i comitati spontanei dei cittadini a mobilitarsi contro gli enti locali che da qualche tempo a questa parte hanno dimostrato poca attenzione alle ragioni del paesaggio e del bene comune. Le recenti vicende che hanno avuto come teatro la Toscana e che sono allorigine della nuova prassi inaugurata dal ministro Rutelli o quanto sta avvenendo nella nostra regione e nella nostra città dal Villaggio Europa nelle Cinque Terre alla collina di Megli a Recco, allUliveto murato di Quarto e ai grattacieli che minacciano la Riviera di Ponente costituiscono un insieme di fatti ben noti grazie alle campagne giornalistiche di questo giornale e inequivocabili nella loro dinamica e nel loro significato. geografo, paesaggista, ordinario alla facoltà di lettere e filosofia