II presidente del Senato Marini: è un'occasione straordinaria per l'Abruzzo L'AQUILA. «La costa vive della sua spinta autopropulsiva e ha bisogno di grande attenzione alle esigenze delle imprese, sistema di comunicazioni e telecomunicazioni, istituzioni bancarie ed enti locali. Ma tutto questo deve servire a mettere al sicuro la ricchezza del futuro dell'Abruzzo: le aree interne». È la sfida che ha lanciato («ci rivediamo a breve con un progetto o più progetti operativi») il presidente del Senato, Franco Marini, al convegno: «La promozione del territorio come opportunità di sviluppo: la Via dei Vestini», che si è tenuto ieri all'Aquila, nella sala "Michetti" all'Emiciclo, moderato da Federico Fazzuoli. Molti dati e interventi tecnici e competenti, sullo sviluppo del territorio e la costituzione di un "Distretto turistico" intorno ai ritrovamenti archeologici della Piana di Navelli. Partire da un "Distretto turistico", («una grande opportunità per l'Abruzzo», l'ha definita Marini), costruito intorno ai ritrovamenti archeologici di Navelli e dell'intera area Vestina e della Via Vestina (da Capestrano ad Amatrice), venuti alla luce grazie ai lavori dell'Anas, come ha sottolineato il presidente nazionale dell'ente, Pietro Ciucci. Ma che venga messo in rete con la regione, a cominciare dal'«anelo di accesso», il «portale d'Abruzzo», Pescara, come ha detto il sindaco del capoluogo adriatico, Luciano D'Alfonso, senza campanilismi («noi aquilani in questo non siamo secondi a nessuno», ha ironizzato il presidente Marini). Interventi competenti, ma il proscenio è stato per loro, che non hanno risparmiato qualche "richiamo" al sistema: Franco Marini e Luciano D'Alfonso, applauditissimi dalla platea, costituita da sindaci, amministratori locali, imprenditori, operatori economici. «In 40 mesi ci sono stati 49 mila passaggi al porto di Pescara e 450 mila all'aeroporto d'Abruzzo: di per sé è un dato non carico di significato, ma di potenzialità economica sì», ha detto D'Alfonso, «e vuoi dire che siamo tutti "convocati" a dare a questo contenitore (il Distretto del turismo archeologico) un significato strategico per l'intero Abruzzo. Fino a questo momento, però, molto è dovuto alla casualità. Le nostre intelligenze non devono più affidarsi alla casualità, ma ai progetti strategici, in modo da motivare gli investitori economici, a cominciare dall'Arias, quindi, dalla viabilità. Perché per fare sistema e dare stimoli agli operatori economici, dobbiamo porci tutti una domanda: come si fa a non disperdere questo patrimonio? Innanzitutto dicendo agli investitori qual è la cultura della nostra regione e l'alta qualità della vita che possiamo offrire. Occorre, come ha detto il sottosegretario Giovanni Lolli, costituire un'alleanza tra tutti i soggetti che hanno qualcosa da dire e da fare». Marini, prima del suo intervento (è stato l'ultimo, a conclusione dei lavori) dalla platea ha fatto un "rimbrotto" all'organizzazione, per avere lasciato Penne fuori dal "Distretto" Penne, e ha invitato a parlare l'ex sindaco della città vestina, Lucio Marcotullio, il quale si è richiamato a un «discorso unitario dei Vestini. Nel libriccino sui centri storici edito per questo evento, c'è Tocco da Casauria e non Penne, con i suoi tremila anni di storia e 5 musei. Sono dimenticanze che non dovranno più esistere». Infine, Marini, ha voluto dare un segno concreto al convegno: «Bisogna far camminare il nostro progetto a Roma, chiedendo leggi e risorse finanziarie, con un occhio al privato».