«Un tesoro simile non poteva rimanere nascosto alla ammirazione di studiosi e appassionati per cui questa amministrazione comunale si è interessata a reperire, nel 2003, un finanziamento di oltre 300 mila euro dell'assessorato regionale ai Beni culturali per allestire il terzo piano espositivo nel nostro museo e quindi poter esporre tutto il nostro tesoro archeologico che certamente richiamerà un maggiore numero di turisti e studiosi». Lo ha dichiarato il sindaco Giuseppe Arena durante l'inaugurazione della nuova ala del museo, fiore all'occhiello di Centuripe. «Con la fruizione di altri 300 metri quadrati di spazi espositivi nel terzo piano, i reperti hanno trovato una migliore e più organica sistemazione - ha detto visibilmente soddisfatto il direttore del Museo, Rosario Patanè - e nelle vetrine sono stati sistemati centinaia di reperti restaurati dalla brava ed instancabile restauratrice fiorentina, Nadia Barbi, che da mesi ha lavorato con amore e passione per rimettere assieme i cocci di una realtà in frantumi, fra cui maschere del tardo Ellenismo, un frammento di scultura marmorea, forse d'epoca Imperiale, vasi, utensili, armi e preziose statuette». E l'assessore comunale ai Beni culturali, Antonio Fazio, ha aggiunto: «E' necessario, ora che Centuripe può vantare un suo museo, che i reperti provenienti da questa città e che oggi arricchiscono le vetrine di molti musei nazionali ed esteri, ritornino alla loro sede naturale». Di certo se il museo centuripino fosse sorto qualche decennio prima, centinaia di opere d'arte rinvenute in questo territorio non sarebbero andate disperse per il mondo. Così l'assessore regionale ai Beni culturali, Rino Leanza, ha promesso il suo interessamento affinché tutti i reperti centuripini che si trovano nei musei siciliani ritornino alla sua sede naturale e un congruo finanziamento per nuove campagne di scavi per portare alla luce l'immenso tesoro archeologico che ancora si trova nascosto sottoterra. Centuripe infatti è tutta un inesauribile contenitore archeologico, pur essendo stato sfruttato e depauperato dall'opera devastatrice dei tombaroli. L'allestimento è stato curato dalla Soprintendenza per i beni culturali e ambientali di Enna, anche in vista del previsto passaggio di titolarità della struttura museale. La soprintendente Beatrice Basile conferma l'interesse per l'acquisizione del Museo: «Si tratta dell'unica struttura, in tutta la provincia, nata espressamente come museo, e quindi provvista di tutti gli spazi (magazzini, laboratori, ecc.) necessari affinché il Museo possa svolgere una reale attività culturale». Centuripe, dunque, si conferma come il polo archeologico più importante per questa parte della provincia. «Questo - aggiunge la soprintendente - è il punto di partenza di un'operazione più vasta. Abbiamo in programma il restauro integrale del materiale dei depositi, con conseguente progressivo arricchimento delle collezioni, e un piano di studio e pubblicazione sistematico, da realizzare in accordo con l'Università di Catania».