Una squadra di esperti del Git ha controllato decine di accompagnatori di turisti. Molti senza i permessi Le quattro pattuglie, rigorosamente in borghese, al lavoro fino a settembre Si muoveranno sui percorsi più gettonati dagli stranieri, dal Pantheon a San Pietro -------------------------------------------------------------------------------- Il blitz contro le guide turistiche abusive è cominciato puntuale ieri, alle otto del mattino. Litinerario scelto dalla "squadra vetture" - il team di superesperti del Git che si occupa, oltre che di taxi e pullman, proprio del controllo dellabusivismo nel settore turistico - è il pacchetto "Colosseo-Palatino-Foro Romano". E, in sei ore, su 25 persone controllate, dieci sono risultate fuorilegge e sono state quindi sanzionate. Come deciso dal comandante del Gruppo intervento traffico Raffaella Modafferi le quattro pattuglie di vigili, rigorosamente in borghese, scese in campo ieri, proseguiranno con gli interventi mirati fino alla fine dellestate. E, oltre allitinerario attorno ai Fori Imperiali, faranno verifiche su altri due percorsi, quelli naturalmente più gettonati dagli stranieri: "Fontana di Trevi-Pantheon" e "San Pietro-Musei Vaticani". Lindividuazione delle guide sospette è il punto di partenza delloperazione. I dodici poliziotti della municipale, ormai arruolati da anni nella squadra speciale, dopo essersi spartiti il territorio, hanno iniziato ad avvicinarsi agli stranieri "accompagnati". In genere i gruppi meno numerosi o le famiglie sono quelle più a rischio truffa. E proprio a questi capannelli che gli uomini della municipale si sono avvicinati nellarco della mattinata. E, con molto garbo, hanno chiesto alle loro guide di esibire il patentino provinciale necessario, fino a prima del decreto Bersani, per esercitare la professione. Le ispezioni però, rispetto al passato, sono diventate più complesse per i vigili urbani. In virtù della liberalizzazione delle licenze, la professione di guida turistica si può infatti esercitare anche senza il permesso provinciale. Questo indubbiamente rende più complicato smascherare gli impostori. Così, a chi non possedeva lautorizzazione della Provincia, ieri venivano chiesti i "requisiti necessari". Il decreto Bersani dice infatti che per essere una guida "legale" al pari dei "patentati" è necessario aver conseguito una laurea in Archeologia oppure una in Storia dellArte, e bisogna dimostrare di conoscere (naturalmente con attestati di frequenza) due lingue straniere. Agli operatori del turismo senza il nullaosta provinciale che ieri si trovavano al Colosseo venivano dunque chiesti i requisiti. Dieci guide - su 25 controllate - hanno subito ammesso di non averne, beccandosi un verbale, in violazione dellarticolo 27 della legge regionale numero 50 dell85, ovvero quella che regola la professione di guida turistica, con una multa da pagare di 172 euro e 15 centesimi. Nessuna delle dieci guide illegali ha tentato di mentire millantando false credenziali: le nuove verifiche post-Bersani infatti prevedono che il vigile, dopo aver identificato loperatore turistico, verbalizzi le sue dichiarazioni. Quanto messo nero su bianco sarà poi accertato negli uffici della municipale e, qualora la dichiarazione non rispondesse a verità, la finta guida verrebbe denunciata penalmente per falsa testimonianza. Oltre a dover pagare la salata multa. Intanto il comandante del Git, Raffaella Modafferi, che ha molto a cuore la piaga dellabusivismo turistico, e che sta insegnando ai tecnici della Provincia come effettuare i controlli sul campo, dà qualche consiglio a stranieri per arginare il problema. «Diffidate di chi vi aspetta alla fermata della metropolitana e anche degli accompagnatori che spesso si spacciano per guide pur non essendolo e non avendo le specifiche competenze. Rivolgersi ai tour operator e alle agenzie di viaggio per farsi accompagnare in giro per la città, è la maniera più sicura per essere certi di non incappare in impostori».