MARTEDÌ, 08 MAGGIO 2007 La repubblica - Bari -------------------------------------------------------------------------------- Lex soprintendente ai beni archeologici della Puglia Giuseppe Andreassi è stato condannato a un anno al termine del processo per lo scandalo di Botromagno, larea archeologica di Gravina dove i lavori di pulizia e restauro delle tombe sono stati pagati, ma mai ultimati. Andreassi era accusato di falso, avrebbe cioè attestato che le operazioni volute per rendere fruibile la zona al pubblico, erano concluse, che i lavori erano stati realizzati nel modo previsto dal capitolato dappalto. Lex sovrintendente è stato lunico a scegliere labbreviato. Il gup Francesco Caso, nelludienza di ieri mattina, ha anche rinviato a giudizio gli altri sedici imputati, coinvolti nellinchiesta del sostituto procuratore Roberto Rossi. Tra loro ci sono i due direttori dei lavori Pietro Laureano e Paolo Anaclerio, un dipendente della Soprintendenza e dieci imprenditori. Le indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo per la tutela del patrimonio artistico, sono cominciate dopo il ritrovamento, nellabitazione di un insospettabile, di numerosi reperti archeologici. Secondo quanto accertato nellinchiesta, i lavori per la creazione nellarea del parco archeologico non sono mai stati realizzati, anche se al consorzio formato da imprese, dal Comune di Gravina e dal Consorzio di Bonifica, sono stati liquidati i fondi.