MOSTRA A FIRENZE DA OGGI AL 28 OTTOBRE - FIRENZE - UN' ESPERIENZA complessa e indimenticabile. «La mostra sul giardino antico a Boboli? Una vera scommessa». Sorride Cristina Acidini, soprintendente del Polo museale fiorentino, annunciando un'assoluta novità nel panorama espositivo del nostro Paese. E la sua perplessità non si riferisce solo alle bizzarrie del clima... «Non scherzo, è stata una vera impresa riprende la storica dell'arte . Sono mesi che decine di persone lavorano all'interno della Limonaia per allestire 'II giardino antico da Babilonia a Roma', oltre centocinquanta reperti fatti arrivare a Firenze dagli scavi di Pompei ed Ercolano, dai Musei Capitolini, Vaticani, da quello Archeologico di Napoli e dagli Uffizi, ma anche dal Louvre, dal British, dal Vorderasiatisches Museum di Berlino e dal Badisches Landesmuseum di Karlsruhe». «Un'operazione mai tentata per dar vita a una mostra sul giardino antico in un giardino che è fra i capostipiti del giardino moderno anticipa con orgoglio Cristina Acidini . Una sorta di corto circuito che sprigiona energie intellettuali e fantastiche di inusitata potenza. Ed è forse grazie a questo che ci si è concessi esperimenti innovativi, come la ricostruzione estetica e funzionale 'al vero' di due giardini pompeiani, insieme ad altre sorprese capaci di evocare la molteplice fruizione del giardino, allora come ora paradiso di delizie non solo per la mente, ma anche per tutti e cinque i sensi del corpo». DA OGGI al 28 ottobre, dunque, i visitatori di quel museo a cielo aperto che è Boboli, potranno ripercorrere la storia di questo spazio magico dedicato all'ozio e alla riflessione nell'epoca lunga dei suoi diversi splendori: dai giardini pensili di Babilonia, una delle sette meraviglie del mondo antico, ai giardini fantastici del mito greco, dal giardino sacro a margine dei luoghi di culto agli spazi verdi che in età ellenistica divennero parte integrante di istituzioni per lo studio e la ricerca, come le accademie e i musei, fino alle innovazioni del mondo romano. «La rivelazione più suggestiva proposta dalla rassegna curata da Annamaria Ciarallo, Ernesto De Carolis, Giovanni di Pasquale e Fabrizio Paolucci, è la ricostruzione dei due giardini pompeiani della Casa dei Casti Amanti e della Casa dei Vettii, ricreati con le aiuole geometriche, le piante e il sistema di irrigazione effettivamente in uso all'epoca, nei due prati antistanti la Limonaia prosegue la soprintendente fiorentina . Il primo restituisce agli occhi del visitatore la spettacolare interazione di giochi d'acqua, vegetazione e scultura che costituiva l'originalità e la bellezza dei giardini della borghesia vesuviana. Il secondo, scavato in anni recenti con tecniche particolari, mostra la reale immagine di un giardino pompeiano un attimo prima dell'eruzione». Ma non solo. Sempre basandosi su attente ricerche scientifiche, da mesi una équipe di botanici lavora alla realizzazione di un vero e proprio giardino parietale in fondo alla Limonaia di Boboli, creato ex novo sulla base di antichissime fonti con tanto di piantagione di vigna nana e di alberi da frutto. FRA SPLENDIDI affreschi, vasi dipinti, statue originali e oggetti di straordinaria bellezza come la spettacolare fontana in bronzo dell'Idra di oltre due metri di altezza che ritrae il mostruoso serpente a cinque teste trasformate in altrettanti 'zampilli' arricchiscono la singolare esposizione, organizzata dall'Istituto e Museo di Storia della Scienza di Firenze con le soprintendenze di Firenze e Pompei e dall'Ente Cassa di Risparmio, spettacolari modelli funzionanti in scala. «A dimostrazione che ogni cosa era già stata inventata, progettata e creata nell'Antichità, non potevano infatti mancare gli automi conclude Cristina Acidini . Uno di questi prodigi di ingegneria idraulica, magnificamente ricostruito sul modello di quelli del I secolo dopo Cristo, è presente in mostra, ancora oggi capace di trasformare il giardino in un magico luogo vivente e sonoro». Il tema conclusivo dell'esposizione che prende l'avvio da studi e ricerche di carattere interdisciplinare condotti da studiosi italiani e stranieri che hanno collaborato alla sua realizzazione è dedicato invece ai rapporti tra aree verdi e astronomia: sorprendente il giardino della Casa di Polibio, riproposto al pubblico con il suo particolare orientamento e le meridiane che, già all'epoca, segnavano l'inesorabile trascorrere del tempo.