SONO ancora gravi le condizioni di Vittoria Schiavo, la quarantenne travolta dall'onda di piena che ha improvvisamente invaso una strada periferica di Ischia, durante il violento nubifragio di martedì pomeriggio. La donna lotta contro la morte nel reparto di rianimazione dell'ospedale La Schiana di Pozzuoli: trascinata dalla corrente, ha battuto il capo contro l'asfalto ed ha perso conoscenza, rischiando anche l'annegamento. Il sole che dalla tarda mattinata di ieri è tornato a splendere su tutta la provincia ha illuminato un panorama di danni e di disagi: in molti comuni il sistema fognario precario non ha retto alla notevole quantità d'acqua caduta in un arco di tempo molto breve, e fiumi di fango si sono riversati lungo le strade e nelle campagne. M aggravare la situazione, in alcuni casi, il colpevole accumulo di rifiuti e la fatiscenza degli edifici. A Terzigno il sindaco Nino De Falco ha chiesto il riconoscimento dello stato di calamità: «Abbiamo avuto strade e case allagate - evidenzia - ma anche notevoli danni all'agricoltura». Ischio. La situazione è tornata alla normalità, ma fra gli isolani è ancora forte lo choc per quanto accaduto a Vittoria Schiavo. L'onda di piena, peraltro, ha trascinato altre due giovani dorme, che hanno riportato lievi ferite. Sconvolti, davanti alla rianimazione dell'ospedale di Pozzuoli, i parenti di Vittoria cercano di capire cosa è accaduto in quella manciata di secondi. Sotto accusa anche i soccorsi, che non sarebbero stati solerti. Pozzuoli. Il fango è stato rimosso, non ci sono strade interrotte né avvallamenti, insomma i danni sono ridotti al minimo nei Campi flegrei: nessun danno, in particolare, agli Scavi archeologici, come in un primo momento era sembrato. A Bacoli allagati gli uffici comunali: ieri non si è lavorato. Pompei. Parco archeologico al sicuro, fa sapere il Soprintendente Guzzo: «La posizione dell'antica città, alla sommità di un colle, ha favorito il deflusso dell'acqua», sicché l'area «non presenta alcun allagamento, ma solo qualche pozzanghera», sottolinea Guzzo, invitando a «non confondere» la città antica con quella moderna. Qui, in effetti, i danni del nubifragio non sono mancati: allagate soprattutto le periferie, in direzione di Castellammare, a causa delle cattive condizioni del sistema fognario. Il Sarno, lungo la Ripuaria, ha tenuto tutti col fiato sospeso. Torre Annunziata. Si sono rifiutate di lasciare le loro abitazioni le quattro famiglie residenti nel palazzetto di via Sepolcri, al confine con Boscotrecase, che erano state raggiunte martedì sera da un'ordinanza di sgombero motivata dal pericolo di crollo: l'edificio, alquanto fatiscente, si trova proprio a valle della lunga strada che dal Vesuvio arriva al livello del mare, e che l'altro ieri è stata percorsa da una autentica fiumana di acqua e detriti. Trascinata anche l'enorme quantità di rifiuti che da cinque giorni, a causa della crisi del Cdr di Galvano, non viene raccolta nei paesi dell'area vesuviana. Secondo i vigili del fuoco e i tecnici del Comune di Boscotrecase, intervenuti ieri mattina, presenta problemi di stabilità anche un ponte, adiacente al palazzetto, che scavalca la Napoli-Pompei: un intervento è stato sollecitato alla Società che gestisce l'autostrada. Il nubifragio di martedì ha anche riportato in primo piano il problema della stabilità di Palazzo Crisaiolo, sede del Comune: ieri mattina gli impiegati del dipartimento ragioneria, al primo piano, hanno trovato computer e fascicoli che galleggiavano in due metri d'acqua.