CATANZARO. Il responsabile del settore servizi sociali di Legacoop Calabria, Quirino Ledda ha scritto all'assessore regionale Nicola Adamo per richiamare l'attenzione sui contenuti di una proposta di legge riguardante la valorizzazione e la salvaguardia delle aree archeologiche della Magna Grecia. "La relazione che accompagna l'articolato - sostiene Ledda - ripropone il patrimonio archeologico, storico e culturale come una delle fonti delle radici storiche del Mezzogiorno e del paese. Inoltre si ritiene opportunamente che questo immenso patrimonio storico non ha trovato, una adeguata valorizzazione, a causa della mancanza di un approccio unitario orientato alla promozione di questo capitale naturale. Riteniamo la nostra regione, sia la più interessata ad avere uno strumento legislativo capace di utilizzare i finanziamenti europei per una politica che ne permetta la tutela e la salvaguardia senza reticenze e complicità che nel passato hanno devastato intere aree interessate". Per il responsabile Servizi sociali di Legacoop Calabria il testo di legge dovrebbe "essere modificato, perché non menziona il ruolo delle Soprintendenze che hanno le funzioni di garanzia sulla tutela del territorio, con il pericolo di violare la costituzione italiana che garantisce l'unitarietà del patrimonio storico. Questa considerazione scaturisce dal fatto che demanda alle Regioni ed ai Comuni interessati molti compiti che riteniamo non siano in grado di realizzarli". "Concordiamo perfettamente con il pensiero espresso dal prof. Salvatore Settis - prosegue Ledda - che all'inaugurazione della mostra "archeologia del sapere" tenutasi Catanzaro nel giugno del 2005 affermava: il punto è che la tutela, gestione e valorizzazione del patrimonio culturale non possono essere separati, perché connessi in un unico processo, che hanno senso solo se alimentati da una istanza unificante indispensabile". Per fare ciò si richiede una strategia condivisa Regione, Comuni, Soprintendenza, Università, per immettere in campo la professionalità degli addetti che la Calabria dispone affinché la progettualità sia capace di utilizzare le somme che saranno dirottate ai Comuni e alle Regioni più capaci e concorrenti tra loro".