La Cittadella della giustizia a Porto di Mare, via Lombroso o Porta Vittoria gli spazi Tre milioni di metri quadrati da trasformare. "La città sarà più bella" Tre milioni di metri quadrati ereditati dalla storia. Caserme militari soprattutto, a partire da quella Perrucchetti a Baggio che da sola è grande quanto un quartiere o la Forlanini. Tre milioni di metri quadrati che il Comune, adesso, chiede allo Stato per farci case e funzioni pubbliche come parchi o asili. Per dirla con lassessore comunale allUrbanistica, Carlo Masseroli, «perché partecipino allo sviluppo della città». Quei tre milioni di metri quadrati sono la somma di una lista di immobili e aree del Demanio statale compilata a Palazzo Marino. E adesso spedita a Roma, perché il sindaco Letizia Moratti vuole che la richiesta finisca sul cosiddetto «Tavolo Milano», quella cabina di regia aperta tra governo Prodi ed enti locali. Cè un motivo per far presto: il ministero della Difesa ha un progetto per mettere a disposizione degli enti locali immobili che non servono più a scopi militari, caserme e poligoni, polveriere e quantaltro. Due giorni fa, a Bologna, è stato lo stesso Romano Prodi a battezzare il primo esempio di accordo per cui il Comune «valorizzerà» per conto dello Stato 12 ex aree militari. Milano vuole prenotare subito un posto in scia. Lassessore Masseroli, fatta la lista, loffensiva la spiega così: «Vogliamo proporre un accordo al Demanio: metta in gioco quello che non è più utilizzato né strategico per lo Stato perché il Comune possa studiarne un riutilizzo per la città. Stiamo parlando di realtà con funzioni ormai superate dalla storia ma che possono diventare opportunità fortissime per lo sviluppo della città». Abbattute le caserme, hanno ragionato il sindaco e i suoi assessori, ci si potrebbero fare nuovi palazzi e quartieri, sia per il privato che per il cosiddetto «housing sociale» con costi calmierati per i soggetti deboli. Gli oneri di urbanizzazione permetterebbero poi di creare funzioni pubbliche a partire dai parchi. In tema di sviluppo urbanistico, intanto, si torna a parlare del sempre annunciato progetto di creare una «Cittadella giudiziaria» dove trasferire sia il carcere di San Vittore, sia gli uffici di Palazzo di Giustizia. E se il progetto è ancora in fase di studio, il Comune mette almeno un punto fermo: il trasloco deve avvenire verso il quadrante sud-est di Milano. Dove? Si stanno esaminando tre aree diverse. Bocche cucite su quali siano esattamente, ma le ipotesi sembrerebbero essere la zona di Porto di Mare, quella di