(da.sca.) «Il fenomeno delle guide turistiche abusive esiste a Venezia, così come esistono abusivismi in altri settori legati al turismo. E il fenomeno è difficile da quantificare». Danilo Lunardelli, assessore al turismo della Provincia, si accoda alla denuncia di Guido Lion, presidente regionale dell'Associazione guide turistiche. Lunardelli ha persino scritto una lettera al sindaco Cacciari per informarlo del problema. «Ho scritto al sindaco e all'assessore competente - spiega l'assessore - per chiedere se era possibile aumentare i controlli, visto che la legge per paradosso prevede che alla Provincia spetti la tenuta degli elenchi professionali e l'istituzione dei concorsi, ma demanda alla polizia municipale le verifiche su chi possiede i titoli». Problema spinoso quello degli esami e dell'accesso alla professione, ora che anche nel settore delle guide turistiche è calato il vento liberalizzatore del ministro Bersani. Le nuove disposizioni prevedono che non sia più necessario l'esame. Per diventare guida basterà avere una laurea in storia dell'arte, archeologia o titolo equivalente, previa verifica della conoscenza di lingue straniere e del territorio di competenza. Entro sei mesi la Regione deve però recepire il testo nella legge 33 sul turismo e prevedere comunque forme di verifica, affinchè sia garantito un alto livello di professionalità. In questa fase, però, vigono ancora le regole vecchie e quindi bisogna passare l'esame. «Proprio la legge regionale - spiega Lunardelli - è importante perché deve dire come attuare la liberalizzazione del settore. Ma anche affrontare il problema dei controlli, perché la Provincia è disposta ad assumersi l'onere delle verifiche, però con trasferimento di risorse adeguato. Negli ultimi anni abbiamo assistito infatti a un decentramento dei compiti dagli organi centrali alle province, ma gli stanziamenti sono rimasti sempre gli stessi e quindi facciamo sempre più fatica a garantire, con risorse nostre, la copertura delle competenze che ci sono state affidate».