Dopo la clamorosa denuncia di Repubblica sul degrado urbano e sullo scandalo di Villetta Dinegro lassessore interviene Non solo la mancanza di fondi allorigine di un abbandono con molte responsabilità Cancellata la Festa delle scuole nel parco sopra Corvetto invaso da siringhe e barboni il degrado E necessario fare quel salto di qualità che questa amministrazione non è riuscita a compiere -------------------------------------------------------------------------------- UN patto per ladozione e la salvaguardia dei parchi e delle ville cittadine. Obiettivi da realizzare con tre passaggi fondamentali: regia unitaria con assunzione di responsabilità; trasformarli in contenitori di eventi culturali; un biglietto dingresso per non residenti; piano di riqualificazione con risorse non soltanto pubbliche consentendo anche lingresso ad attività economiche. E la proposta che lancia Luca Borzani, attuale assessore alla cultura del Comune, il giorno dopo aver letto il reportage sul degrado di Villetta Di Negro e le sue grotte piene di siringhe abbandonate dai tossicodipendenti. « Il degrado cè - esordisce Borzani - ed è uno dei temi sui quali è necessario fare quel salto di qualità che lattuale amministrazione, anche con mia responsabilità, non è riuscita a compiere». «Ma è anche vero - continua Borzani che allargomento aveva dedicato un intervento in un recente convegno al Ducale - che per una serie di elementi, e in primis la scarsità di fondi che purtroppo non aumenteranno, è necessario quello che io chiamo un patto di adozione, al quale partecipino le municipalità che in futuro avranno un ruolo primario sul territorio, ma anche istituzioni come le scuole, e poi i cittadini come singoli e come associazioni di volontariato». Purtroppo la giornata di ieri ha fatto registrare unaltra sconfitta nella lotta al degrado. Dopo otto anni, questa primavera non ci sarà la festa di fine anno scolastico che grazie ai docenti, agli alunni delle Giano Grillo e agli studenti del Paul Klee animava per diversi giorni con spettacoli e attività tutto il parco di Villetta Di Negro. Graziella Frascio vice direttrice del plesso Giano Grillo è amareggiata: «Ho sempre seguito lallestimento della festa ma questanno lassegnazione del parco avveniva tramite partecipazione ad un bando di gara al quale non abbiamo potuto partecipare perché tra i soggetti titolati non erano previste le scuole». «Non conosco nel dettaglio la questione - dice Borzani - ma forse questi intoppi potrebbero essere risolti da quella regia unica che ritengo essere il primo passaggio per il recupero delle ville e dei parchi. Oggi ci sono troppe competenze spezzettate, dallAster al verde pubblico, allurbanistica. Io credo che la gestione dovrebbe andare ad un solo dipartimento e ritengo che lassessorato alla cultura sia il più indicato». La razionalizzazione da sola non basta a garantire manutenzione, sicurezza e pulizia. «E vero, ci sono altre tappe forzate nel mio progetto. Da un lato legare queste aree - penso anche a Villa Croce, a villa Pallavicini, e alla Duchessa di Galliera sul fronte archeologico - alle peculiarità del quartiere. Villetta Di negro sarebbe il luogo ideale per la creatività. La vicinanza del Paul Klee e la presenza del Museo Chiossone potrebbero servire a dar vita ad un concorso darte annuale, non circoscritto ad un breve periodo». Resta il problema dei finanziamenti. «Un piano di riqualificazione con risorse non soltanto pubbliche. penso alle fondazioni bancarie o alle aziende. E poi individuare attività economiche legate a ristorazione e spettacolo da ospitare allinterno con il minor impatto possibile». Lassessore Borzani pensa anche ad un biglietto dingresso. «Non dovrebbe riguardare i residenti, ai quali va garantito libero accesso. Ma un ticket servirebbe non tanto finanziare la manutenzione, quanto a realizzare un filtro anche psicologico, per fornire sicurezza e stimolare tutti i cittadini ad essere più rispettosi e a farsi partecipi di una riprovazione collettiva al vandalismo». Per Borzani questi passaggi si rendono necessari affinché i parchi partecipino «alla costruzione di unidea di valorizzazione culturale e sociale del XXI secolo, che poi vuol dire che i costumi sono cambiati, che ci sono meno soldi per i giardini, meno mamme e meno bimbi che li popolano, e allo stesso tempo più tossicodipendenti e vandali che, se trovano le condizioni ideali, contribuiscono ad aumentare il degrado dei parchi. Quindi ci vuole accentramento di responsabilità da parte dellamministrazione, coinvolgimento di cittadini, scuole e associazioni per renderli vivi, e infine fondi privati per garantire la manutenzione e trasformarli in luoghi di eventi».