Ischia. La scure della Procura si abbatte con forza su mattone selvaggio. Scattato il sequestro di quattordici manufatti abusivi e di un terreno di oltre trentamila metri quadrati in località Fiaiano, nel Comune di Barano. È il risultato di un'inchiesta per la quale sono indagate quaranta persone, tra le quali alcuni professionisti. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta del pm Monica Campese in forza alla quinta sezione della Procura, che si occupa di reati ambientali. Il paesaggio dell'intera collina di Cirillo, a ridosso di un territorio di alto pregio ambientale per la presenza di boschi, castagneti e macchia mediterrane, nell'arco di un decennio è stato completamente modificato dagli abusi edilizi, in parte ancora in corso. Nell'isola verde, in un trentennio, sono stati realizzati 140mila vani fuorilegge: un moloch di cemento dalle dimensioni di milioni di metri cubi che non sembra avere soluzione di continuità. Le indagini svolte dalla Procura - ha spiegato in una nota il procuratore aggiunto Camillo Trapuzzano - hanno evidenziato lo stravolgimento dell'assetto originario di una zona soggetta a vincoli paesaggistici e ambientali. Nell'ambito della maxi inchiesta è emerso che gli indagati avrebbero agito con la connivenza di un notaio già coinvolto in indagini analoghe: gli originari proprietari dell'area, a esclusiva destinazione agricola, in via Duca degli Abruzzi, hanno proceduto a una illegittima lottizzazione, a partire dalla fine degli anni Novanta in poi. In alcuni casi, secondo gli inquirenti, non risulterebbe l'esistenza di documentazione negli uffici comunali. Sarebbero così state realizzate le costruzioni abusive, alcune in fase di ultimazione, con l'apertura di strade interpoderali di collegamento, accessi sulla strada comunale e il contestuale avvio di attività commerciali.