Non sono bastati i tanti e vigorosi interventi dei partecipanti alla prima giornata del convegno su «II centro storico: Unesco di Napoli: responsabilità a confronto» svoltosi all'Istituto di studi filosofici, a far cambiare parere all'amministrazione comunale sulla zona franca. Già in mattinata, il sindaco Iervolino aveva ribadito: «Sono solo chiacchiere quelle sulla possibile perdita del patrocinio dell'Unesco. Bisogna certo fare qualcosa per l'ulteriore rilancio del centro storico, ma non si possono mettere lì le industrie. Presto ci sarà una nuova riunione del tavolo tecnico con all'ordine dei giorno il centro storico e chiederemo i fondi per restaurare i monumenti e riqualificare i bassi e i palazzi della zona». E proprio nel corso del convegno, l'assessore all'edilizia, Felice Laudadio, ha ribadito: «Utilizzeremo i soldi della finanziaria per Napoli est, ma il Por della Regione Campania 2007-2013 prevede investimenti tra i 150 e i 200 milioni di euro per il centro storico. Per fermare il degrado coinvolgeremo anche i privati. Nella cabina di regia per il decollo del nuovo centro storico vorremmo ci fossero anche i rappresentanti dell'Unesco». Assicurazioni arrivate al termine di un acceso dibattito nel corso del quale molti interventi hanno sottolineato il degrado del centro e la scarsità di interventi per salvarlo. L'incontro, infatti, (presieduto da Gerardo Marotta) partiva dalla volontà dei maggiori centri napoletani di cultura, l'Istituto italiano per gli Studi filosofici e l'Istituto italiano per gli Studi storici, insieme con i comitati Centro storico Unesco e Città antica, di fare il punto sulle difficoltà che attraversano il cuore della città e avanzare proposte per la sua rinascita. Prime tra tutte, l'istituzione della zona franca urbana in centro, come previsto in Finanziaria, la redazione del piano di gestione richiesto nel 2004 dall'Unesco, tuttora disattesa, e il recupero di Palazzo Penne. Tanti gli interventi dopo l'introduzione di Raffaele Raimondi (Comitato centro storico Unesco). Maurizio Iaccarino, già vice direttore generale per le Scienze all'Unesco, oggi membro del comitato Città antica, ha ribadito: «È' uno smacco già il semplice fatto di essere inseriti nella lista dei siti a rischio, accanto ai quelli che campeggiano nelle aree di guerra, l'Afghanistan e l'Iraq». E Giulio Pane, docente alla Federico II ha sottolineato: «Di centro storico si discute dal '95, ma l'unica cosa prodotta è stato il progetto Sirena». Francesca Quadri, dell'ufficio legislativo del ministero dei beni culturali, ha sottolineato la necessità di coinvolgere i privati nella riprogettazione dell'area protetta. Dopo gli interventi di altri esperti (Edoardo Cosenza, Mario Migliore, Adriano Giannola, Giovan Battista de' Medici, Lucio Minervim), è stata la volta dei politici che hanno ribadito le posizioni assunte nelle scorse settimane: i deputati Nello Palumbo e Giuseppe Ossorio hanno riproposto l'allargamento della zona franca in maniera da includere sia il centro storico che l'area est, Giancarlo Laurini e Marcello Tagliatatela si sono pronunciati, invece, a favore del centro storico. Per mostrare il degrado dell'area, il comitato Città Antica ha preparato un dossier fotografico. Dentro c'è di tutto: dalla grande scritta in vernice rossa che inneggia ai Mastiffs, i tifosi della curva A, sul campanile di San Lorenzo, ai cumuli di immondizia dinanzi all'ingresso delle Chiese di San Filippo Neri ai Gerolamini e di Sant'Omobono a Caponapoli.
Napoli - Zona franca, il sindaco striglia gli intellettuali
Il convegno su II centro storico: Unesco di Napoli ha visto l'amministrazione comunale ribadire la sua posizione sulla zona franca, sostenendo che non si possono mettere lì le industrie. L'assessore all'edilizia ha promesso di utilizzare i soldi della finanziaria per Napoli est per restaurare i monumenti e riqualificare i bassi e i palazzi della zona. L'Unesco ha espresso la sua volontà di coinvolgere i rappresentanti del centro storico nella pianificazione del suo decollo. Il comitato Città antica ha presentato un dossier fotografico per mostrare il degrado dell'area. I politici hanno ribadito le loro posizioni, con alcuni favorevoli all'allargamento della zona franca e altri che sostengono la protezione del centro storico.
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