«Con il nuovo giro diVite sulle spese di comitati e commissioni, si avvicina il primo bilancio della "lenzuolata ministeriale" lanciata nel luglio scorso con il decreto Bersani (articolo 29 del testo poi convertito nella legge 248 dell'agosto 2006). Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti della Presidenza e di tre ministeri (Università e ricerca scientifica, Politiche comunitarie, Beni e attività culturali) per il riordino di 41 organismi interni (tra comitati e commissioni) e la soppressione di altri 5. E se non ci saranno nuove proroghe, gli ultimi provvedimenti predisposti dai vari dicasteri per il taglio di organismi interni dovranno essere approvati entro la riunione dell'Esecutivo di metà maggio. Il risparmio di 15,6 milioni di euro messo a segno per il 2007 con il riordino o la soppressione di 522 organismi da solo certo può apparir modesto se confrontato con i grandi numeri della spesa della Pubblica amministrazione. Ma non va sottovalutato, perché è la prima volta, dopo tante parole e altrettanti tentativi, che si riesce a contenere le spese dei ministeri e perché dimostra che interventi di razionalizzazione effettivi sono possibili quando la politica resta ancorata agli impegni programmatici presi con gli elettori. Al risparmio dei ministeri va aggiunta la cifra di 1,6 milioni di minori spese messe a bilancio dalla Presidenza del Consiglio con il riordino dell'Alto commissariato per la prevenzione e il contrasto della corruzione. La somma totale, dunque, è al momento di 17,2 milioni, un po' più dei 15 milioni previsti nella relazione tecnica che accompagnava il decreto Bersani. Le difficoltà arriveranno invece con gli obiettivi indicati per i prossimi due anni: 42 milioni sia per il 2008 sia per il 2009. Cifre sovrastimate, secondo il ministro per l'attuazione del Programma Giulio Santagata (si veda «II Sole-24 Ore» del 27 dicembre). In questi mesi, infatti, al posto delle molte commissioni o comitati soppressi, in qualche caso il Consiglio dei ministri ha dovuto procedere all'istituzione di qualche nuovo organismo reso necessario dai nuovi obiettivi indicati dalla manovra economica. L'operazione "taglia spese", tuttavia, funziona anche per le nuove commissioni ministeriali. Il criterio ferreo è infatti quello della riduzione del 30 dei costi rispetto all'anno precedente e dell'indicazione del limite temporale massimo di tre anni per ogni nuovo organo collegiale. Dopodiché, per rinnovare comitati o commissioni, bisognerà provvedere con un nuovo provvedimento ministeriale. Prima di diventare operativi, gli schemi di regolamento approvati in Consiglio dei ministri dovranno ottenere il parere del Consiglio di Stato. Fuori dalla ricognizione del ministero per l'attuazione del Programma restano invece tutte le altre amministrazioni vincolate all'art 29: aziende e amministrazioni dello Stato a ordinamento autonomo, istituzioni universitarie, Istituti autonomi case popolari, Camere di commercio e loro associazioni, enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali e l'Aran. La rassegna dei provvedimenti di riduzione della spesa adottati da tutti questi soggetti dovrebbe essere realizzata annualmente dal ministero dell'Economia.
Nuova stretta sulle spese ministeriali
Il Consiglio dei ministri ha approvato i decreti per il riordino di 41 organismi interni e la soppressione di altri 5. Il risparmio previsto per il 2007 è di 15,6 milioni di euro. Il ministro per l'attuazione del Programma Giulio Santagata ha indicato cifre sovrastimate per i prossimi due anni, 42 milioni per il 2008 e 42 milioni per il 2009. L'operazione "taglia spese" funziona anche per le nuove commissioni ministeriali, con un criterio ferreo della riduzione del 30 dei costi rispetto all'anno precedente e dell'indicazione del limite temporale massimo di tre anni per ogni nuovo organo collegiale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo