Una festa di compleanno lunga tre anni fatta di concerti, mostre, sagre e convegni. Roba da far rivoltare nella tomba il povero San Simeone armeno, aduso alla frugalità del pellegrino e dell'eremita, che proprio qui mori, già in odore di santità, il 26 luglio del 1016. Ma, del resto, non succede tutti i giorni di compiere mille anni, come capita quest'anno al monastero del Polirone di San Benedetto Po, nel Mantovano. Quando Tedaldo di Canossa, nel 1007 appunto, edificò il primo nucleo del monastero, questo lembo di pianura era in realtà un'isola tra due fiumi: il Po, che ancora scorre a poche decine di metri, di là dall'argine maestro, e il Lirone, di cui s'è invece persa traccia. Il monaco San Simeone vi arrivò pochi anni dopo, al termine del suo peregrinare fra Gerusalemme, Tours, Santiago de Compostela e Roma, e proprio a lui nel 1024 Bonifacio di Canossa ottenne il permesso di dedicare una chiesa, che iniziò a richiamare le prime schiere di pellegrini, attratti dalla fama miracolosa del Santo. Ma davvero non è azzardato chiamare il Polirone «il monastero di Matilde», perche è grazie a Matilde di Canossa, figlia di Bonifacio e nipote di Tedaldo, che San Benedetto Po divenne «la Cluny italiana», il più importante centro benedettino in Europa dopo quello borgognone. La Grancontessa, talmente avvezza a trattare alla pari con papi e imperatori da costringere nel 1077 Enrico IV ad «andare a Canossa» per inchinarsi a papa Gregorio VII, alla sua morte (1115) volle essere sepolta proprio a San Benedetto Po, vestita solo con l'umile saio delle monache benedettine. Oggi nell'abbazia (che nel frattempo ha acquistato le squisite fattezze rinascimentali volute dal genio di Giulio Romano fra il 1540 e il 1544), al posto delle spoglie di Matilde c'è un sarcofago vuoto, perché i resti furono fatti traslare in San Pietro a Roma nel 1632 da papa Urbano VIII. Ma dopo le cerimonie ufficiali di presentazione del Millenario Polironiano in programma oggi e domani, i visitatori avranno in compenso tre nuovi itinerari per andare alla scoperta dei segreti dell'abbazia e della vita monastica. Il primo, «Terre e pane quotidiano», permetterà di scoprire non solo spazi inediti come il «cantinone», ma soprattutto l'opera benedettina in campo agricolo e idraulico. Il secondo, «Ora et ìege», illustrerà i momenti di preghiera e studio. Il terzo, «Le erbe dei monaci», si snoderà fra i chiostri e il ricostruito orto botanico, sulle tracce dell'antica sapienza officinale benedettina. La visita ai tre percorsi costa 8 euro, con sconti per comitive e scolaresche, ma con altri due si può concluderla con un laboratorio didattico sui codici e la miniatura (info: TeleArt, tel. 041.2719060). Mostre, concerti e convegni spazieranno invece da Teofilo Folengo (alias Merlin Cocai, autore di poemi cinquecenteschi in italiano maccheronico, anch'egli sepolto in abbazia) a Matilde di Canossa (cui sarà dedicata una grande mostra nel settembre 2008 a Mantova), dalla musica nei monasteri all'agricoltura padana, senza trascurare sagre dell'asparago di San Benedetto, feste del Po e mostre di ceramica (programma completo su www.millenariopolironiano.it). E il regalo di compleanno? A quello ci hanno già pensato Regione Lombardia, Ministero dei Beni Culturali, Provincia di Mantova, Comune e Parrocchia di San Benedetto, che nel 2004 hanno sottoscritto un accordo di programma che prevede poco meno di 10 milioni di euro per il restauro (in corso) dell'abbazia. Così anche San Simeone potrà tornare a dormire sonni tranquilli. Luca Angelini La cerimonia ufficiale di apertura del I Millenario Polironiano inizierà oggi alle 15, nel Refettorio dell'abbazia. Molto attesa la prolusione di padre Enzo Bianchi, della Comunità di Bose, prevista alle 16.30