"Abbiamo creato il museo che non c'era». Gianfranco Maraniello, giovane direttore di Mambo, il nuovo Museo d'arte moderna che inaugura oggi sotto le due Torri ne è convinto: «È un evento epocale per il Paese». Perché Mambo è un museo dedicato alla sperimentazione, che nasce a Bologna, città ricca di giovani «assetati» di ricerca. Oltre novemila metri quadri, per un investimento di circa 14 milioni di euro e una storia che parte da lontano. Mambo infatti sorge nell'ex Forno del pane, a due passi dalla stazione, lì dove il sindaco Zanardi nel 1916 fece costruire un forno per dare da mangiare alla città stremata dalla guerra. Ottant'anni dopo il senatore Walter Vitali, allora sindaco, riuscì ad ottenere i finanziamenti per «Bologna città europea della cultura» finalizzati alla creazione della Manifattura delle arti: una cittadella della cultura di cui fanno già parte la Cineteca, il Dams e Scienze della comunicazione. E oggi Mambo, che completa il progetto. Ad inaugurare gli spazi è Vertigo. Il secolo di arte off-media dal Futurismo al web, una mostra curata da Germano Celant (chiefcurator del Guggenheim di New York) insieme a Gianfranco Maraniello, per raccontare tutte le forme di comunicazione mediatica del secolo, dalla radio di Marconi all'iPod. Una riflessione sulle rotture operate dalle avanguardie storiche, e sulla «caduta dei limiti» degli artisti di oggi che «non fanno distinzione tra i linguaggi e tra i media, perché è la comunicazione ciò che conta», dice Celant. Oltre 500 opere tra libri, film, installazioni, sistemate nel museo (da Warhol a Léger, Marinetti, Duchamp fino ai maggiori rappresentanti della scena attuale internazionale) proprio per creare questa vertigine. Al cui allestimento ha pensato Denis Santachiara. E allora ecco un pre-ingresso dove, calpestando i nomi di alcuni artisti, se ne ascolteranno voci e declamazioni. Per affacciarsi poi sull'enorme sala del piano terra, come un «limbo etereo, un caleidoscopio delle avanguardie del 900». E, sui vetri, una serie di scritte dipinte: il contributo di Alessandro Bergonzoni. È festa in città: e le gallerie private salutano Mambo con aperture straordinarie, mentre uno schermo in piazza Maggiore mostrerà l'inaugurazione (la regia è di Filippo Porcelli, co-autore di Blob). Attesi moltissimi invitati del mondo della politica, dell'arte, dell'imprenditoria. A partire dal premier Romano Prodi e dal ministro dei Beni Culturali Francesco Rutelli. Ci saranno il sindaco Cofferati, l'assessore Angelo Guglielmi, il collega regionale Alberto Ronchi. In arrivo, tra gli altri, anche il direttore del Centre Pompidou di Parigi, quello del White Cube di Londra e il pronipote di Toulouse-Lautrec.