È stato questo il destino del cavallo bronzeo di Vicolo delle Palme, detto così perché ritrovato un secolo e mezzo fa nell'omonimo vicolo di Trastavere e restaurato oggi grazie al contributo di HippoGroup Capannelle, la società che gestisce l'ippodromo di Roma, e AntonVeneta ABN AMBRO. La scultura bronzea di origine greca, risalente al V secolo, rimarrà nella sala degli Orazi e dei Curiazi dei Musei Capitolini fino al 16 settembre. Non poteva esserci cornice migliore, perché a fare da sfondo al bronzo, purtroppo danneggiato nella parte superiore per la distruzione del suo cavaliere, sarà l'espressiva drammaticità dei cavalli dipinti dal Cavalier d'Arpino, considerati da Anna Mura Summella, la direttrice dei Musei Capitolini, «le più belle teste di cavalli mai dipinte». Accanto al cavallo restaurato la mostra «Un cavallo di bronzo per più cavalieri» propone anche un'esposizione fotografica di Marco Delogu, già responsabile del Festival della Fotografia di Roma e grande appassionato di questo animale, che accosta scatti di cavalli in carne e ossa a fotografie delle teste dei cavalli ritratti nella sala degli Orazi e dei Curiazi e della stessa scultura bronzea. Il tutto è stato possibile grazie alla sensibilità di HippoGroup Capannelle e Antonveneta ABN AMBRO, protagonisti di un'operazione di restauro importante, che ha voluto rilanciare la conoscenza e la passione per la razza equina. «Questo restauro è nato dall'incontro con Anna Mura Summella e Marco Delogu spiega Enzo Mei, presidente di HippoGroup Capannelle Per noi è stata una splendida opportunità e abbiamo deciso di collocarlo nel mese di maggio romano, di cui certamente il cavallo è protagonista. Il nostro obiettivo è stato quello di riagganciare la cultura di Roma e Capannelle, per troppo tempo rimaste separate». All'inaugurazione dell'esposizione ieri sera hanno partecipato l'assessore capitolino alle Politiche Culturali, il sovrintendente ai Beni culturali del Comune di Roma, Eugenio La Rocca, la direttrice dei Musei Capitolini Anna Mura Summella e il fotografo Marco Delogu. Ma la storia potrebbe non finire qui: nelle intenzioni del Campidoglio c'è l'idea di portare questo cavallo, esemplare rarissimo di una statua greca, nella nuova area dei Musei Capitolini, sotto la teca progettata da Carlo Aymonino. A fargli compagnia sarebbero in quel caso altri due capolavori della nostra città: la statua equestre di Marc'Aurelio e la Lupa capitolina.
DAGLI SCAVI di Trastevere al Palazzo dei Conservatori. Lo splendore del cavallo
Un cavallo bronzeo di origine greca, risalente al V secolo, è stato restaurato grazie al contributo di HippoGroup Capannelle e AntonVeneta ABN AMBRO. La scultura, trovata in un vicolo di Trastavere un secolo e mezzo fa, è stata restaurata e sarà esposta nella sala degli Orazi e dei Curiazi dei Musei Capitolini fino al 16 settembre. La mostra "Un cavallo di bronzo per più cavalieri" propone anche un'esposizione fotografica di Marco Delogu, che accosta scatti di cavalli in carne e ossa a fotografie delle teste dei cavalli ritratti nella sala degli Orazi e dei Curiazi e della stessa scultura bronzea.
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