« Un restauro durato due anni, dal 2002 al 2004. Periodo che i milanesi hanno trascorso in apnea: i melomani costretti a trasferirsi momentaneamente agli Arcimboldi in Bicocca, tutti gli altri perché privati di uno dei simboli della città. I lavori dì ristrutturazione e messa a norma decisi dal Comune, però, hanno sollevato da subito un mare di polemiche. Nel mirino, soprattutto, il restauro del palco. Il primo di una serie di lavori che il vice sindaco Riccardo De Corato, alla vigilia della riapertura il 6 dicembre del 2004, aveva illustrato così: «Undici progettisti e seicento tra restauratori e maestranze hanno lavorato con un unico obiettivo: restituire ai milanesi e ai cittadini di tutto il mondo l'antico splendore del teatro alla Scala, restaurato e messo a norma, con un cuore nuovo, la macchina scenica, un palcoscenico di 1.600 metri quadrati». Il nuovo palco e la macchina scenica hanno consentito di effettuare più rappresentazioni e cambi di scena in contemporanea. «Un incremento del 30 dell'offerta di spettacoli al pubblico», aveva puntualizzato il vice sindaco. Con i lavori di ristrutturazione sono stati recuperati anche 800 metri quadri di marmorino giallo posto sotto strati di intonaco, 2.000 metri quadri di seminato alla veneziana e 1.500 metri quadri del cotto di Pavia «soffocati per decenni dalla moquette». Proprio questi lavori, però, hanno provocato negli anni le proteste di appassionati ed esperti che hanno definito il restauro troppo invasivo, a cominciare dalla torre ellittica perfettamente visibile da piazza della Scala. Decine le proteste anche da parte dei loggionisti, che del teatro simbolo della città sono cultori appassionati. Alcune "rimostranze" sono poste nero su bianco in diversi esposti. Proprio quella di Giuseppe Ermito, che denuncia una «carenza di. sicurezza per gli spettatori delle due gallerie» del teatro.
Il restauro del teatro Piermarini, due anni di lavori tra le critiche
Il Teatro alla Scala di Milano ha subito un restauro durato due anni, dal 2002 al 2004. I lavori di ristrutturazione e messa a norma sono stati decisi dal Comune e hanno sollevato polemiche. Il palco è stato restaurato e la macchina scenica è stata aggiornata, consentendo di effettuare più rappresentazioni e cambi di scena in contemporanea. I lavori hanno recuperato marmo, intonaco e cotto, ma hanno anche provocato proteste di appassionati e esperti che hanno definito il restauro troppo invasivo. Le proteste sono state presentate in diversi esposti, tra cui quello di Giuseppe Ermito, che denuncia una carenza di sicurezza per gli spettatori.
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