Il sequestro a Basilea dell'archivio Becchina, settemila reperti archeologici sequestrati, e una delle più incredibili vicende di "predatori dell'arte perduta", può essere un eccellente stimolo per una visita ai luoghi dell"'arte conservata". In questo senso, Tarquinia - luogo di medioevo, di mare, di natura e, soprattutto, di etruschi - rappresenta una meta a tutto tondo per un'escursione. La necropoli con le sue straordinarie tombe dipinte vale già da sola il viaggio, ma sarebbe un peccato trascurare la città e il suggestivo Museo etrusco ospitato nel quattrocentesco Palazzo Vitelleschi, con autentici capolavori come il fregio fittile dei cavalli alati che un tempo ornava l'Ara della Regina. Grande atmosfera anche nella turrita città medioevale, con magnifiche chiese che documentano la ricchezza della città nel periodo romanico e quindi gotico (S. Maria di Castello, Duomo, San Pancrazio, San Martino, San Giovanni Battista). Quanto al capitolo goloso, sosta divertente a Il Re Tarquinio (via Alberata Dante Alighieri 10 tel. 0766842125 www.retarquinio.it) nella città vecchia. Ambientazione "etrusca" e una cucina pimpante sono la forza di questo simpatico locale, dove anche il capitolo cantina è curato con intelligenza. Per intenderci: gnocchi con ragù di maiale all'arancia carciofi e mandorle, griglia e tagliate in sfiziose combinazioni, i celebri ferlenghi (nel loro momento), ma anche numerose proposte di pesce. Il cuoco ha buona mano e si conclude con dolci golosi come il semifreddo all'Amaretto di Saranno con salsa di pere e zafferano.