Se da un lato Bersani riorganizza il ministero dello sviluppo economico - istituendo tre nuovi dipartimenti capaci di raggruppare sotto il loro ombrello l'intero ventaglio di competenze oggi attribuite al dicastero di via Veneto - il ministero per l'università e la ricerca dovrà tagliare del 30 il budget di 18 comitati a partire dal 2007. E la sforbiciata toccherà anche i compensi, le spese di missione e i gettoni di presenza dei componenti tali commissioni. Tra queste il Nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici. Spariranno, invece, dall'universo istituzionale il comitato interministeriale per l'Antartide (ma ai componenti verranno comunque versati i compensi dovuti) e, in seconda battuta, il comitato d'indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr). Al contrario, la presidenza del consiglio dei ministri conferma tutti. Resteranno in vita l'unità tecnico-operativa Balcani, la consulta nazionale per il servizio civile, il comitato per la bio-sicurezza, la commissione di garanzia sull'informazione statistica e la commissione incaricata di esaminare le domande di risarcimento dei congiunti degli infoibati. E Rutelli? Il vicepresidente del consiglio e ministro per i beni culturali si preoccupa di cambiar nome al comitato per i problemi dello spettacolo, ribattezzandolo Consulta per lo spettacolo. E oltre alla targa, ne ridefinisce la mission: la consulta svolgerà, infatti, funzioni di consulenza e verifica «per l'elaborazione e attuazione delle politiche di settore»; anche in riferimento «alla destinazione delle risorse statali per il sostegno alle attività dello spettacolo». In sostanza, dirà la sua su come spendere i fondi a disposizione. Ma non finisce qui. Rutelli da un lato stila anche una lista degli organismi che scamperanno alla ghigliottina taglia-spese, dall'altro lancia un colpo di scure del 30 alle spese degli enti che fanno capo al «suo» ministero. Tutto ciò avviene con una raffica di provvedimenti oggi al vaglio del consiglio dei ministri. Si tratta di tre schemi di dpr, relativi alla ristrutturazione di comitati e commissioni istituiti presso i ministeri dei beni culturali, delle politiche comunitarie, dell'università e della ricerca, cui si affianca un regolamento che riorganizza le commissioni che fanno capo alla presidenza del consiglio e un altro dpr che riorganizza il ministero dello sviluppo economico. In tutti i testi, però, c'è una costante: l'operazione di riordino dei comitati ministeriali prevede che, d'ora in poi, i componenti siano nominati nel rispetto del principio di pari opportunità tra donne e uomini. Sviluppo economico. Tre nuovi dipartimenti veglieranno su tre aree d'azione. Ogni dipartimento sarà suddiviso, a sua volta, in quattro direzioni generali. In tutto saranno 12. Questi i tre nuovi dipartimenti: -per la competitività, cui verranno affidati compiti legati all'erogazione di incentivi alle imprese, alla politica energetica e alla promozione di pini e coop; -per la regolazione del mercato. Veglierà su tutela del consumatore, sicurezza dei prodotti, proprietà industriale e corretta erogazione dei servizi al cittadino; -per le politiche di sviluppo e coesione (cioè per la programmazione, la coesione e lo sviluppo economico, sociale e territoriale). I vertici dei tre pilastri ministeriali si incontreranno nella conferenza permanente dei capi dipartimento. Università e ricerca. Si procederà al riordino di 18 strutture che fanno capo al ministero dell'università e della ricerca. Quali? Ecco la lista: commissione sul programma di ricerche aerospaziali (Prora); comitato per le richieste sui sostegni alla ricerca scientifica; commissione scientifica per l'Antartide (Csna); comitato per la valutazione del sistema universitario (Cnvsu); comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca (Civr); comitato di esperti per la politica della ricerca (Cepr); commissione per il recupero di immobili destinati ad alloggi e residenze universitarie; comitato per la diffusione della cultura scientifica; commissione di esperti sull'idoneità degli istituti psicoterapia; osservatorio della formazione medica specialistica; commissione sulla prova scritta degli esami di stato per la professione di medico chirurgo; commissione sull'ammissione alle scuole di specializzazione per le professioni legali; commissione per il parere obbligatorio sui riconoscimenti delle scuole superiori per mediatori linguistici; commissione sull'archivio nazionale per l'ammissione dei medici alle scuole di specializzazione in medicina. E, dulcis in fundo, il nucleo di valutazione e verifica degli investimenti pubblici. Per tutti questi organismi, dal 2007 viene ridotto del 30 il budget di spesa (rispetto al monte 2005). Peraltro, già da giugno 2006 la spesa di tali organi era stata ridotta del 14,67. Il nuovo taglio andrà a sommarsi alla sforbiciata del 10 a compensi e gettoni, decisa con la manovra 2006. Tre in salvo. In origine inclusi tra gli enti da ristrutturare, sono stati depennati dalla lista per volere del consiglio di stato: il consiglio universitario nazionale (Cun), il consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) e il consiglio nazionale per l'alta formazione artistica, musicale e coreutica (Cnam). Perché? Sono «organi di amministrazione» e ad essi non si applica la legge taglia-spese (n. 2482006); è la norma che impone il riordino dei dicasteri e il taglio del 30 ai budget, oggi al vaglio del governo.
Comitati ministeriali, scatta la dieta
Il governo ha deciso di ristrutturare diversi comitati e commissioni istituite presso i ministeri dell'università e della ricerca, del sviluppo economico e dei beni culturali. Tra le misure previste, ci sono tagli del 30% al budget di 18 strutture del ministero dell'università e della ricerca, a partire dal 2007. Al contrario, il comitato per lo spettacolo e il comitato per la bio-sicurezza resteranno in vita. Il ministro per i beni culturali, Rutelli, ha anche deciso di cambiare il nome del comitato per i problemi dello spettacolo e di definire una nuova missione per la consulta.
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