ROMA - Ieri, oggi e domani scorrono come una pellicola tra i pini di Cinecittà fresca settantenne sognante che in qualche modo proprio nella sala dedicata al suo inquilino più illustre, Fellini, ha salutato il futuro del nostro cinema. Un futuro per la verità ancora abbastanza fumoso, ma che ieri, in occasione dello straordinario compleanno, ha intravisto alcuni "paletti" ai quali ancorarsi. Il cammino per il vero rilancio è lungo e viaggia sulle ali della più completa libertà e indipendenza, come ha tenuto a sottolineare il ministro dei Beni culturali, Francesco Rutelli: «II compito della politica - ha precisato - non è quello di comandare sul cinema, semmai di servirlo, di aiutarlo. E il settantesimo anniversario di Cinecittà è l'occasione per fare festa al nostro cinema, più vitale che mai e destinato a diventare sempre più protagonista mondiale». Dunque, la domanda che risuonava tra addetti ai lavori, politici e vertici delle due strutture Holding e Studios era proprio questa: come offrire nuovo ossigeno prezioso per i polmoni del cinema nostrano. . . I media - Il ministro delle Comunicazioni, PaoloGentiloni, focalizza l'attenzione sul rapporto tra cinema e media e sulla revisione della ex Legge 122 oggi Articolo 44 che regola il sostegno alla settima arte e all'audiovisivo: «Non solo Rai e Mediaset ma anche altri operatori della tv devono contribuire a questo sostegno. Stiamo incontrando le aziende e i soggetti interessati ed esaminando le diverse modalità». I due ministeri Beni Culturali e Comunicazione stanno facendo "sistema» per offrire regole alla rete, in sintesi anche con le altre proposte in materia per la quale tutti i paesi europei «lavorano in progress». Produzione. Nel nuovo contratto con la Rai spuntano sorprese positive. Sempre Gentiloni ha annunciato «l'aumento del 60 per cento delle risorse per il cinema e venti milioni di euro in particolare perii settore dell'animazione». I successi di oggi - Cita Benigni il ministro Rutelli: «Il cinema è lo schermo e il pubblico le poltrone. Il problema è riempire entrambi» e l'oggi parla chiaro: «Il nostro cinema le sedie le riempie, se è vero che negli ultimi mesi gli incassi sono aumentati del 40. Si punta fortemente -dice il ministro - sui film di qualità, su opere prime e seconde» e l'affacciarsi di nuovi autori, registi, attori e artigiani del cinema «speriamo ci regalino un'altra stagione di soddisfazioni nel mondo come è stato negli anni d'oro». Le regole per il domani - Due le riforme in atto. Una che riguarda la nuova Legge per il cinema, l'altra quella per il cosidetto Spettacolo dal vivo: «Quest'ultima a maggio sarà depositata in Parlamento mentre per la prima l'iter parlamentare è in atto. In queste ore discutiamo al Senato la proposta dell'Ulivo e in tempi brevi si troverà una sintesi anche con le altre proposte. L'obiettivo - sottolinea Rutelli - è quello di avere una cabina di regia per le innovazioni del cinema pubblico. La strategia è spendere meno e spendere meglio». E il Fus (Fondo Unico dello Spettacolo)? Il ministro promette che «il traguardo per riportarlo alle cifre del 2001 verrà tagliato nel 2009». Restilyng della censura La polemica scoppiò ultimamente in merito al mancato divieto ai minori per Apocalypto di Mel Gibson. Ieri Rutelli, a margine della conferenza di Cinecittà, ha ribadito l'intenzione di preparare «la riforma dei meccanismi di censura. E si tratta di un tema che non si può affrontare prescindendo dagli audiovisivi e internet. Oggi il meccanismo è superato, riferendoci in particolare a quello che si definiva il comune sentimento del pudore». Diffusione, Archivio, promozione all'estero- Se il presidente di Cinecittà Holding, Battisti, ha illustrato ieri numerosi punti come la semplificazione del gruppo, lo sfruttamento dei diritti cinematografici, la liquidazione di Mediaport, quello del Luce, Passigli, ha delineato la nuova "mission" del glorioso Istituto nella quale rientra anche la preparazione, con Laterza, di una nuova Storia d'Italia. Irene Bignardi, infine, a capo di Filmitalia, ha ricordato il lavoro di assistenza sui film italiani per 120 festival e la fresca entrata nel nostro cinema del mercato giapponese oltre ai nuovi orizzonti dell'America Latina e dell'India.