È la richiesta per le strutture presenti nell'area del Comitato all'amministrazione e ai candidati a sindaco Viene ravvisata la necessità di un provvedimento che indichi la destinazione e l'uso pubblico delle opere realizzate Chioggia Le opere pubbliche in quanto realizzate con denaro pubblico debbono essere a disposizione della comunità. Questa la premessa di una recente iniziativa del Comitato per il forte di San Felice. Nell'area omonima il Magistrato alle acque ha portato a termine il quinto stralcio di un intervento per la difesa di Sottomarina dalle acque alte. Nel dettaglio: il completamento della banchina e passeggiata del Lusenzo, il recupero totale dell'ex batteria veneziana e delle opere militari realizzate dai tedeschi nel corso della seconda guerra mondiale, il restauro integrale del murazzo. "Uno splendido itinerario di visita che mette insieme aspetti paesaggistici e culturali di considerevole valore", sostiene il Comitato in una lettera rivolta al sindaco, alla giunta e ai quattro candidati a sindaco. Lo stesso Comitato, che non è "riuscito ad ottenere risultati tangibili per quanto riguarda il destino del Forte ancora proprietà della Marina Militare", rivendica alle proprie iniziative risultati importanti per la pianificazione di un impianto, un porticciolo turistico, in costruzione proprio nell'ansa di San Felice. La struttura di questo impianto - si legge nella lettera del Comitato per il forte - "è stata ridisegnata con approvazione di Soprintendenza, Salvaguardia, Magistrato alle Acque, ma Comune 'silente' e i lavori sono iniziati sulla base di una Dichiarazione inizio lavori (Dia), della fine 2005 come fosse un normale intervento edilizio; e poi per l'ex batteria sulla cui destinazione nessun atto è stato assunto con rischio evidente, in mancanza dell'iniziativa dell'Amministrazione comunale, che gli interessi privati prevalgano sull'interesse pubblico". Il cantiere non è stato ancora tolto, ma "pare che la nuova riva realizzata lungo le darsene Montecarlo e Mosella possa venire "sequestrata" dalla darsene ed inibita all'uso pubblico". Aspettative della darsena Mosella sarebbero "evidenti" anche sul complesso dell'ex batteria che prima degli attuali lavori l'aveva avuta in custodia con l'obbligo di mantenerne la pulizia. All'amministrazione comunale uscente il Comitato per il forte di San Felice chiede di adottare "un provvedimento che indichi chiaramente la destinazione e l'uso pubblico delle opere realizzate con l'intervento del Magistrato alle Acque, dando il via a conseguenti richieste ed accordi col Demanio". Quanto ai candidati sindaco, il Comitato chiede l' impegno per chi sarà eletto "a mantenere e realizzare tale destinazione". Che non significa, conclude la lettera, voler mortificare le iniziative dei privati che se "compatibili con le caratteristiche dei luoghi" ne risulteranno a loro volta valorizzate.
CHIOGGIA Forte San Felice, massima fruibilità
Il Comitato per il forte di San Felice ha inviato una lettera all'amministrazione comunale e ai candidati sindaco richiedendo un provvedimento che indichi la destinazione e l'uso pubblico delle opere realizzate con il Magistrato alle Acque. Il Comitato sostiene che queste opere debbono essere a disposizione della comunità e che il Comune non ha assunto alcun atto per garantire l'uso pubblico. Il Comitato rivendica anche le iniziative per la pianificazione di un impianto turistico nel forte e chiede che il nuovo sindaco mantenga e realizzi la destinazione delle opere realizzate. Il Comitato sostiene che le iniziative private compatibili con le caratteristiche del luogo saranno valorizzate.
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