Diventerà parco dell'Appia. Si costruirà altrove Lo "stralcio" vero e proprio non c'è stato e ieri il "piano di recupero urbano del Laurentino 38" è stato approvato integralmente dalla giunta regionale. Ma la colata di 72 mila metri cubi di cemento sul Colle della Strega è stata evitata, grazie a una «memoria di giunta» che ha ribadito l'allargamento del parco dell'Appia antica sfruttando proprio quel corridoio verde tra Laurentina e Ardeatina. E che, insieme, ha dato mandato al presidente Marrazzo e all'assessore all'Urbanistica Massimo Pompili di trovare, stavolta con il Comune, le aree dove trasferire le cubature previste su Colle della Strega. «Soddisfazione» è stata espressa dal governatore del Lazio «perché così abbiamo chiuso la partita degli articoli 11». Ma anche perché, ha sottolineato Marrazzo, «abbiamo iniziato un percorso politico collegiale che porterà probabilmente a superare altri nodi». Grazie allo strumento delle "compensazioni", i costruttori Claudio Cerasi e Claudio Navarra che in una nota ieri si erano detti «sconcertati per la gogna media-tica cui siamo sottoposti» avranno spazi alternativi dove edificare. Mentre rimarrà l'impegno per investimenti per 46 milioni di euro in opere pubbliche sul Laurentino. «I residenti possono cessare lo sciopero della fame», ha detto l'assessore verde all'Ambiente, Filiberto Zaratti, protagonista la settimana scorsa, con il collega al Bilancio, Luigi Nieri (Prc), di uno scontro dentro la giunta in difesa del Colle della Strega. «Siamo soddisfatti perché l'articolo 11 è stato approvato insieme all'allargamento del parco dell'Appia, come previsto dalla delibera di giunta del 2005». Rassicuranti le parole di Nieri: «La delocalizzazione non comporterà aumenti delle cubature». Inoltre, dice, «si sbloccano una serie di importanti opere pubbliche, tra cui il boulevard di via Silone, la riqualificazione di alcuni dei ponti di Laurentino 38 e la sistemazione di piazza Elsa Morante». Ma l'assessore capitolino Roberto Morassut avverte: «Questa operazione può portare anche ad un aumento delle volumetrie compensate». Cauta Legambiente: «Siamo felici per il Colle della Strega ma non sappiamo dove planeranno le nuove cubature» spiega Lorenzo Parlati. «E siamo preoccupati per ciò che succede al Divino Amore, a Marino, dove sono previsti un milione di metri cubi, nell'unica area dove si può saldare il parco dell'Appia con quello dei Castelli».