Il sindaco Sarto: «È un'ipotesi che stiamo valutando». Marco Favaro: «Aspettiamo le decisioni della soprintendenza» Caorle Dopo il ritrovamento, avvenuto martedì scorso, di numerosi reperti archeologici nell'area del parcheggio di via Roma, la domanda sulla bocca di tutti i cittadini di Caorle è una sola: quale sarà il futuro del contestatissimo Piruea dell'ex Municipio? "Se i reperti venuti alla luce risulteranno importanti sotto l'aspetto storico e artistico prenderemo in seria considerazione l'ipotesi che l'opera in corso possa essere completamente rivista o addirittura annullata". Sono le parole del sindaco Marco Sarto che per la prima volta paventano ufficialmente la possibilità che la realizzazione del complesso residenziale progettato dall'architetto Paolo Portoghesi sia bloccata. Quello che non sono riusciti a fare comitati e consultazioni popolari potrebbe farlo insomma la storia di Caorle. Ma il sindaco Sarto ostenta comunque grande tranquillità sulla delicata questione: "Stiamo valutando la situazione in piena serenità", ha dichiarato il sindaco al termine di un primo incontro che si è tenuto con i responsabili della Soprintendenza Luigi Fozzati e Vincenzo Gobbo presenti anche i tecnici delle imprese che stanno effettuando i lavori nel parcheggio di via Roma do si stavano eseguendo i lavori. "Vorremmo evitare strumentalizzazioni da parte di qualsiasi ente o persona perchè procederemo nella perfetta legalità come è sempre stato fatto. La volontà dell'amministrazione comunale, infatti, è quella di dare il maggior risalto possibile a quelle che potrebbero essere le tracce del nostro passato e delle nostre origini". Per il momento è stato deciso di proseguire con l'escavazione dell'area e con l'attività di monitoraggio, di studio e di analisi dei reperti rinvenuti. I risultati saranno resi noti nelle prossime settimane attraverso assemblee pubbliche. "I ritrovamenti archeologici di via Roma rappresentano la vendetta dei nostri padri. Le testimonianze del passato tornano alla luce per impedire gli orrori del presente - ha affermato con soddisfazione Marco Favaro che da sempre ha osteggiato la realizzazione della nuova opera - È un atto doveroso quello di sospendere i lavori e siamo convinti che sia una decisione che dipende dalla Soprintendenza più che dal comune". L'augurio di Favaro è che l'intero progetto sia bloccato per ottenere così un doppio vantaggio per la città: "La valorizzazione di un importante sito archeologico e la cancellazione di un possibile scempio urbanistico".