MONZA Un Belvedere tornato agli antichi splendori e fibre ottiche per vigilare sulla Villa Reale. Sono questi alcuni punti qualificanti della prima fase di restauro della Villa Reale. «Il restauro del Belvedere è stato un problema affascinante da affrontare: - ha raccontato l'ingegner Andrea Del Grosso, il consulente cui il Comune di Monza aveva affidato l'incarico - la capriata lignea aveva subito gravi ammaloramenti, le estremità erano marce. Abbiamo eliminato le strutture d'acciaio inserite anni fa e le abbiamo sostituite con protesi costituite da legni stagionati. Il nuovo solaio, in legno e calcestruzzo, può sostenere sino a 300 chilogrammi per metro quadrato». Soprattutto, nel Belvedere è stato utilizzato un sistema di monitoraggio che permetterà di osservare lo stato della Villa Reale nel tempo. «Un monitoraggio strutturale permanente - ha spiegato Del Grosso - e molto recente a livello europeo, utilizzato nella realizzazione di grandi ponti ed strutture. Si chiama Health Monitoring ed è costituito da una serie di sensori tradizionali affiancati da nuovissimi sensori a fibre ottiche di fabbricazione svizzera. Nell'ala sud questo sistema è attivo già da un anno e ci ha confermato che i fenomeni deformativi, dovuti alla notevoli variazioni idrogeologiche di questa zona, che avevano portato al degrado delle strutture, sono esauriti. La stessa indagine è stata condotta sull'ala nord e sembra di poter escludere anche qui interventi urgenti». La campagna diagnostica sull'ala nord della Villa Reale, costata 45mila euro, ha portato ad esempio l'amministrazione a conoscenza del fenomeno delle fessurazioni, 210, che aveva interessato 120 metri del fabbricato, specie in corrispondenza dell' innesto dell'ala nord con il corpo centrale. Una volta al mese, ha spiegato l'architetto Bruno Lattuada, verrà effettuato un confronto dei dati del monitoraggio con il sistema informatico. «Il Belvedere - ha concluso l'assessore al Parco Giampietro Mosca - è tornato al suo antico splendore e il sistema di monitoraggio e tirantaggio ne assicurerà la resistenza. I primi dati del monitoraggio sull'ala nord, insieme a quelli della centralina continua dell'ala sud e a quelli del Belvedere, dimostrano che i fenomeni che avevano portato al dissesto sono cessati: ora potremo procedere al recupero dell'intera Villa senza ricorrere a tecniche invasive».