Accolte le tesi del Comune "Manca la dimostrazione che limpianto non è pericoloso" Per il magistrato lemergenza rifiuti non può mettere a rischio i diritti fondamentali Il percolato di Villaricca non andrà a Ponticelli: la vasca non è risultata a norma E il commissariato prepara il ricorso Il sindaco: "Sarebbe un accanimento" -------------------------------------------------------------------------------- Il commissariato straordinario per lemergenza rifiuti non ha dimostrato di aver adottato «tutte le misure idonee ad escludere pericoli per la pubblica incolumità» legati alla realizzazione della discarica di Serre. «Nessuna dimostrazione in tal senso» è stata fornita e «nessuno studio di fattibilità, sul piano della saluta umana, risulta effettuato» dalla struttura guidata dal prefetto Guido Bertolaso. E invece, «considerata la pericolosità intrinseca dellattività, sarebbe stato onere del commissariato dimostrare la totale sicurezza dellimpianto per la salute umana». Così, in 25 pagine dattiloscritte, il giudice del tribunale di Salerno ha motivato la decisione di sospendere in via cautelare la realizzazione della discarica come chiesto nel ricorso presentato dallamministrazione comunale di Serre. Il magistrato ha riconosciuto il "fumus" richiesto dalla legge per il provvedimento durgenza con riferimento al diritto alla salute dei cittadini e al diritto allambiente salubre, tenuto anche conto delle caratteristiche «di eccezionale rilevanza paesaggistica» dellarea, dichiarata nel 2003 «zona umida di importanza internazionale», e della «ampiezza degli interessi coinvolti», compreso un «possibile disastro ecologico». Quindi sottolinea: lemergenza rifiuti non può «giustificare la collocazione di una discarica in unarea di siffatto valore ambientale, in prossimità di abitazioni e aziende agroalimentari», anche perché la scelta del sito «appare dettata da ragioni di risparmio di tempo, come si rileva dal verbale della riunione dell11 gennaio 2007 a Castel dellOvo». Ragioni «di opportunità o di carattere economico», è la tesi del giudice, non possono avere il sopravvento su diritti protetti dalla Costituzione. La decisione apre ora un altro fronte di crisi. Si profila uno scontro fra istituzioni: il commissariato straordinario impugnerà certamente lordinanza proponendo reclamo al collegio. Ma per ora il progetto-Serre si blocca. Scrive il giudice: «Una attenta ricerca della compatibilità di una megadiscarica come quella progettata con la salute dei cittadini sarebbe stata tanto più necessaria in quanto in prossimità dellarea insistono circa 80 abitazioni private, a distanza di circa 700 metri sono in corso di ultimazione insediamenti produttivi relativi ai settori "artigianale" e "agroalimentare" a basso impatto ambientale e a circa 100 metri è in corso la realizzazione di un campo da golf a 36 buche con un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro». Inoltre, si legge ancora nellordinanza, la «megadiscarica» potrebbe mettere in pericolo «unidentità storica, culturale ed economica di eccezionale valore» di tutto il territorio». Il sindaco del Comune salernitano, Palmiro Cornetta, accusa Bertolaso: «So che è suo diritto impugnare la decisione ma così facendo dimostrerebbe il suo accanimento. Il commissario ha sbagliato a creare tensione a Villaricca, perché ha rischiato di mettere le popolazioni una contro laltra». La Procura di Salerno, aggiunge inoltre il sindaco Cornetta, «avrebbe aperto un fascicolo su una serie di compravendite che hanno riguardato larea sulla quale dovrebbe sorgere la discarica». Lemergenza rifiuti spinge intanto i cittadini di Cercola a chiedere al governo lo stato di calamità. «Siamo stanchi di vivere nellimmondizia», dicono. Primo firmatario della petizione, il sindaco, Giuseppe Gallo che ha sospeso dopo tre giorni lo sciopero della fame «perché - dice - altrimenti sarei stato destinato a morte sicura a causa dellindifferenza delle autorità». Non sarà sversato a Ponticelli invece il percolato (rifiuti liquidi) proveniente dalla discarica di Villaricca: un sopralluogo effettuato dagli esperti ha concluso per la inidoneità della vasca di via De Roberto, nel quartiere della periferia orientale di Napoli. Il materiale sarà distribuito altrove presumibilmente con la collaborazione di privati e un prevedibile aggravio di costi.