Si tratta di manufatti industriali che deturpano il paesaggio con utili economici per i privati e con scarsi benefici energetici -------------------------------------------------------------------------------- In un paese dalla minorata cultura ambientalista, può accadere che venga spacciato per moderno ed ecologicamente sostenibile anche la speculazione eolica che, in questi mesi, sta procurando uno dei danni più ingenti inferti al paesaggio pugliese. Sorgono continuamente, col consenso di amministratori sin troppo disinvolti, giganteschi impianti industriali con torri altissime proprio nei siti di maggiore visibilità e, quindi, nei luoghi di maggior suggestione paesaggistica. Si tratta di una speculazione, portata avanti da lobby potenti attraverso un marketing puntuale e luso di abbondanti luoghi comuni. Ma comunque si voglia presentare la questione, si tratta pur sempre di impianti industriali che deturpano il paesaggio, ovvero un bene collettivo, a fronte di un utile economico privato più che di un effettivo vantaggio energetico. È chiaro, infatti, che si tratta di un errore grossolano quello di confondere la potenza nominale degli impianti eolici con lenergia annuale realmente prodotta. Si dimentica che la frazione di tempo in cui leolico è operativo è pari a circa il 20 del tempo totale. Conseguentemente i vantaggi sono molto limitati anche rispetto al risparmio di CO2 rispetto ad altre fonti di energia alternativa. In compenso stiamo realizzando lennesima emergenza ambientale nella nostra martoriata regione, con la scusa che si tratta di energia pulita. Pur volendo affrontare, senza forzature ideologiche, il tema, bisogna arrendersi allevidenza che neppure le aree protette restano immuni dai danni delleolico. Lo dimostrano le ultime vicende relative al Parco dellAlta Murgia, dove una serie di impressionanti superficialità da parte di vari enti (in particolare Ministero e Regione) hanno consentito laggressione di una porzione di territorio teoricamente intangibile. Non è concepibile nel ventesimo secolo che qualcuno scavi voragini e squarti colline, senza che nessuno si accorga che le opere sono allinterno del Parco nazionale. A questo punto sarà bene approfondire anche un altro aspetto della vicenda, chiedendosi perché mai dovrebbe essere possibile in Puglia insediare impianti industriali nelle Zone di protezione speciale che invece meritano la stessa tutela prevista per il Parco nazionale. Forse è il caso che un dibattito serrato e preventivo si svolga prima di dover affrontare solo le conseguenze deteriori dellinvasione massiccia di questi enormi tralicci. Dobbiamo cercare di salvaguardare il paesaggio ed evitare di commettere ulteriori grossolani errori. Lalibi dellenergia pulita proprio non regge. (vicepresidente Parco dellAlta Murgia)