HA SCATENATO non poche reazioni oltre al coro di proteste dei visitatori respinti la 'doppia chiusura' dei maggiori musei statali fiorentini, dovuta alla la sfortunata coincidenza (domani turno di riposo e martedì, Primo maggio, giornata festiva), e all'impossibilità di arrivare a un accordo, forse cercato tardivamente, con i sindacati. «Già due mesi fa ci hanno detto che era impossibile prenotare una visita agli Uffizi per oggi, domenica, in quanto era già tutto esaurito sospirano Luca e Federica, insieme a tutti i parenti arrivati dalla Sicilia per ammirare la 'Venere' del Botticelli e gli altri tesori esposti . Lunedì e a martedì la Galleria rimarrà chiusa, così ripartiremo amareggiati e delusi», «Siamo all'assurdo tuona Alessio Gallori, presidente di Assoturismo . Mentre dagli Uffizi si mandano in giro per il mondo i capolavori per promuovere il museo e la città, per due giorni le migliaia di turisti che affollano Firenze troveranno solo il cartello 'Chiuso'. Una situazione inconcepibile, in un Paese dove la risorsa turismo appare come una delle poche voci in crescita». «È uno scandalo che nel periodo in cui le presenze turisti che raggiungono il picco massimo i musei statali, tra cui gli Uffizi, siano chiusi per due giorni consecutivi interviene il consigliere comunale fiorentino di Forza Italia, Massimo Pieri . Al Primo maggio con i musei chiusi si aggiunge anche la decisione di osservare il normale turno di chiusura del lunedì, nonostante questo cada in mezzo a un ponte». «La spiegazione data dai responsabili è che mancano i soldi per pagare gli straordinari dei dipendenti ma sono sicuro che gli incassi di questi due giorni avrebbero potuto coprire i costi del personale aggiunge Pieri Se invece il problema è di natura burocratica, è indispensabile trovare una soluzione adeguata e al più presto. È inammissibile che non si riesca a tener aperto musei come gli Uffizi e l'Accademia in un ponte come questo». «Chiudere gli Uffizi per il Primo maggio è come chiudere gli stabilimenti balneari a Ferragosto ironizza Antonio Preiti, direttore dell'Apt di Firenze Piuttosto bisognerebbe fare tutti uno sforzo comune per tenere i nostri musei sempre aperti, perché cosi migliorerebbe l'offerta complessiva di turismo in citta». «IL PROBLEMA ha radici antiche spiega il sottosegretario per i Beni culturali Andrea Marcucci, che nei giorni scorsi, insieme alla soprintendente per il Polo museale fiorentino Cnstina Acidini, ha cercato invano di risolvere la situazione . Il tentativo di trovare un momento di apertura, com'è avvenuto per il resto dei musei italiani, a Firenze non ha avuto successo. Il motivo? Radicate convinzioni ideologiche che spingono i custodi a non voler entrare in servizio il Primo maggio». «In prospettiva percorreremo altre strade, ricorrendo a vigilantes esterni, cosa che non abbiamo fatto in questa occasione per non provocare una rottura con i sindacati sottolinea Marcucci . Forse sarebbe stato possibile trovare una maggiore adesione per tenere aperti i musei lunedì, ma non pensavamo che i custodi fiorentini (a differenza della maggioranza dei loro colleghi) rifiutassero l'offerta fatta a livello nazionale per il Primo maggio; quindi le trattative sono slittate... Troppo tardi, e non è stato possibile arrivare a un accordo». Per chi ha voglia di trascorrere un Primo maggio all'insegna dell'arte, la scelta spazia fra la bella mostra 'Cézanne a Firenze' in corso a Palazzo Strozzi, oppure tornando ai musei statali a un euro una delle Ville Medicee (in città il Ventaglio, fuori porta Poggio a Caiano, Petraia o Cerreto Guidi), il Giardino di Boboli (biglietto cumulativo con il Museo degli Argenti con le nuove sale che custodiscono gioielli d'oggi, 500 opere donate da artisti e collezionisti), il Museo Archeologico Nazionale o la Biblioteca Nazionale Centrale.
Gli Uffizi restano chiusi. Una pioggia di proteste
I maggiori musei statali di Firenze, tra cui gli Uffizi, saranno chiusi per due giorni consecutivi, lunedì e martedì, a causa della "doppia chiusura" dovuta alla mancanza di soldi per pagare gli straordinari dei dipendenti. La decisione è stata presa dopo un accordo tardivo con i sindacati. I visitatori che avevano prenotato visite per questi giorni saranno respinti. I responsabili del museo hanno spiegato che gli incassi di questi due giorni avrebbero potuto coprire i costi del personale, ma il problema è stato risolto con una soluzione burocratica.
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