- SAN MATTEO DELLA DECIMA - DAL PRIMO NUMERO, uscito 26 anni fa, Marefosca, rivista di San Matteo della Decima, frazione di San Giovanni in Persiceto, diretta dallo storico Floriano Govoni, non si è limitata solo a parlare della storia e degli avvenimenti del paese. Si è sempre impegnata nel tentativo di salvare i pochi beni architettonici e storici ancora rimasti nel territorio. L'anno scorso, in redazione, sono saltati dalle sedie quando ha cominciato a circolare un magazine dove un'azienda immobiliare annunciava che Palazzo Fontana, antica villa del '500 nella campagna di Decima, sarebbe diventata un residence «immerso nel verde e nella storia, dotato di comfort di lusso e piscina privata» e dove «la meravigliosa ex chiesa sarà trasformata in unità abitativa di grande fascino» mentre altri tre appartamenti «verranno ricavati dal portale di accesso». A Marefosca non riuscivano a crederci. Fecero un sopralluogo. Scoprirono che era tutto vero. La villa era già circondata da reti di protezione e il cantiere pronto per iniziare i lavori di trasformazione. Nel paese scoppiò la polemica. «Palazzo Fontana, anche se abbandonato da anni e decadente, con mura e tetti che stanno crollando, non può essere destinato alla sparizione o al radicale snatura-mento», era la tesi dei difensori della villa. Venne spedita una lettera all'onorevole Francesco Rutelli, ministro dei Beni e delle Attività Culturali, spiegando che «l'edificio è meritevole di tutela per molteplici ragioni, prime fra tutte l'innegabile valore architettonico e originalità del complesso rustico-residenziale, le cui prime notizie risalgono alla metà del '500». La lettera spiegava che la villa era stata residenza di importanti famiglie bolognesi come Marescotti, Aldrovandi, Caprara e, successivamente, di altri casati come i Grimandi, i De Ferrari e gli Orleans-Montpensier. Che lì nacquero Ubaldo e Gaetano Gandolfi, grandi pittori del 700 e che esistevano profondi legami fra questo palazzo di campagna e i riti della civiltà rurale del territorio decimino. Il ministro mostrò subito il suo interessamento. Nell'ottobre 2006, all'autore della segnalazione, arrivò una comunicazione del Soprintendente per i beni architettonici e per il paesaggio delle province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, architetto Sabina Ferrari, contenente una richiesta di informazioni al comune di S. Giovanni in Persiceto e una successiva del gennaio 2007, a firma della dottoressa Maddalena Ragni, responsabile della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna, con cui si comunicava l'avvio di «un procedimento, ai sensi di legge, finalizzato alla dichiarazione di interesse culturale del complesso architettonico». Lavori sospesi e promessa che la villa riprenderà il suo splendore, ritornando ad essere patrimonio artistico e storico dei decimini e della regione Emilia-Romagna. Tutto bene allora? Per niente. Ecco riapparire nel numero di marzo 2007 di Prendicasa la vendita delle «soluzioni abitative di villa Fontana, posizionata a pochi chilometri da Bologna, ottimamente collegate ad autostrada e tangenziale con possibilità di ingressi indipendenti, ampi giardini privati...». «Ci auguriamo che non accada dice adesso, sconsolato, Floriano Govoni e che vengano individuati dall'amministrazione comunale, dal Consorzio dei Partecipanti di Persiceto e da diversi imprenditori locali, percorsi e soluzioni volte a salvaguardare questo nostro importante bene culturale».
Emilia Romagna. Dobbiamo salvare Palazzo Fontana. LA VILLA DEL '500 POTREBBE DIVENTARE UN RESIDENCE
Marefosca, rivista di San Matteo della Decima, ha segnalato la vendita di Palazzo Fontana, antica villa del '500 nella campagna di Decima, a un'azienda immobiliare. La villa, circondata da reti di protezione, era stata oggetto di polemica per la sua destinazione come residence immerso nel verde e nella storia. La rivista ha inviato una lettera al ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Francesco Rutelli, spiegando che l'edificio è meritevole di tutela per molteplici ragioni, tra cui il suo valore architettonico e la sua storia. Il ministro ha mostrato interesse e ha avviato un procedimento per la dichiarazione di interesse culturale del complesso architettonico.
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