Amato (FI) minaccia un esposto. Da Roma: «Gesto inutile» Uno sciopero della fame e un esposto alla magistratura. Così il senatore di Forza Italia Paolo Amato intende combattere l'ipotesi che, dopo l'«Annunciazione» di Leonardo, anche la «Primavera» del Botticelli possa essere prestata per essere esposta in Giappone. Una ipotesi che, al momento, non ha ricevuto la minima accoglienza da parte del ministero dei Beni Culturali cui, fra l'altro, nessuno ha presentato una richiesta, né formale, né di altro tipo. AMATO AVEVA già inscenato una clamorosa protesta qualche settimana fa, incatenandosi agli Uffizi a Firenze nel giorno in cui l'«Annunciazione» partiva per Tokyo. Qualche giorno fa, nel corso di una serata trascorsa da una delegazione della Regione Toscana a Kioto, un imprenditore aveva lanciato l'idea di chiedere all'Italia anche la «Primavera» del Botticelli in prestito. Un lungo applauso aveva salutato la proposta lanciata, nel corso di una cena organizzata in onore della delegazione toscana, da Tukusaburo Hirata presidente della Rohm, un'azienda impegnata nel settore dell'Itc in diverse parti del mondo, «pronto a sponsorizzare l'operazione». Il presidente della Regione Martini in quella occasione si è limitato a rispondere senza fare nessuna promessa (anche perché non spetta a lui una decisione su questo). «Se fosse tecnicamente possibile ha detto sarebbe un vero scoop per la Toscana e per tutta l'Italia». «Noi invece daremo battaglia ha annunciato subito Amato ho già presentato una interrogazione al ministro Francesco Rutelli ricordando fra l'altro che, secondo l'articolo 66 del Codice dei beni culturali, quei beni che costituiscono il fondo principale di una sezione di un museo non possono uscire dall'Italia. Voglio capire come mai questa norma viene disattesa e per questo presenterò un esposto». Secondo Amato, occorrono «il rispetto del Codice dei beni culturali; la predisposizione di liste di opere non prestabili, e soprattutto maggiore rispetto per i musei italiani». «Ormai ha sottolineato sembra che la Galleria degli Uffizi venga considerata come un 'ripostiglio', uno 'sgabuzzino' dove cercare quello che più piace». Dal ministero, però, arriva una secca smentita a qualsiasi, seppur remota, possibilità di far viaggiare la «Primavera». Si tratta hanno lasciato intendere i funzionari interpellati di un'opera che non sarà mai prestata a nessun museo in nessuna altra parte del mondo. Per il ministero dei Beni culturali, insomma, quella tavola è inamovibile e i timori così platealmente dimostrati dal senatore di Forza Italia sono ingiustificati. Sul tema, del resto, l'unica voce ufficiale del ministero è stata nei giorni scorsi quella della soprintendente del polo museale fiorentino, Cristina Acidini Luchinat. «Diversamente dall'Annunciazione ha subito replicato la soprindente per la Primavera di Botticelli il nostro non potrebbe che essere un no all'invio in Giappone». «Questo ha precisato la studiosa è naturalmente il parere che verrà da Firenze. C'è naturalmente un altro livello che è quello del ministero centrale». LA SOPRINTENDENTE ha anche spiegato in breve le ragioni di questo rifiuto: «La Primavera è composta di otto tavole ed è quindi un'opera molto grande, non facilmente trasportabile. Inoltre, è un capolavoro fondamentale per gli Uffizi che non può essere tolto dalla sua sede neppure per un minuto».