Primo Maggio, no a Brera e Cenacolo Musei statali chiusi, i sindacati:pochi fondi per pagare i custodi Cade nel vuoto l'invito del ministero dei Beni culturali. Il Comune tiene aperto palazzo Reale per la mostra di Kandinsky FORTUNATI i turisti che saranno a Milano domani: avranno l'opportunità di visitare, al costo di un solo euro, l'Antiquarium Alda Levi. Un sito archeologico romano di notevole importanza culturale, visto che contiene anche i resti dell'Anfiteatro. Peccato che sia del tutto sconosciuto. Ma in un modo o nell'altro i turisti si dovranno accontentare: la Pinacoteca di Brera infatti sarà chiusa e il Cenacolo anche per la mancanza dei custodi. È pur sempre il Primo Maggio, no? L'Antiquarium è l'unico sito milanese che il ministero peri Beni Culturali riuscirà a tenere aperto domani. Nel resto d'Italia saranno invece 234 i musei e beni culturali statali disponibili al pubblico. E dappertutto sono visitabili i principali monumenti: a Torino, per esempio, la Galleria Sabauda, Palazzo Reale, il Museo Egizio. A Mantova Palazzo Ducale. A Trieste, il castello di Miramare, in Valcamonica le incisioni rupestri. La situazione in città migliora un po' solo grazie al Comune e ai privati, che terranno aperti Palazzo Reale (prevedibilmente preso d'assalto, con la mostra di Kandinsky), la Rotonda della Besana, villa Belgiojoso, l'Acquario, i musei di storia Contemporanea e della Scienza e della tecnica, la fondazione Mazzotta (con una notevole rassegna su Klee) e l'hangar Bicocca. Ma l'impressione è comunque quella di un'altra occasione persa da Milano per proporsi davvero come città non solo di business, ma anche di cultura e arte, e quindi di turismo. Anche se Massimiliano Orsatti, assessore al Turismo, preferisce vedere il bicchiere mezzo pieno: «L'anno scorso la situazione era ben peggiore di questa: era tutto chiuso. A Palazzo Reale abbiamo fatto un grande lavoro per tenere aperto, e ce l'abbiamo fatta. Se avessimo voluto far passare il messaggio di città ostile verso chi viene a visitarla avremmo lasciato chiudere per il Primo Maggio la mostra di Kandinskij. Devo dire comunque che domani non è un giorno particolarmente turistico, come possono invece esserlo Pasqua e Pasquetta. La vera sfida sarà il mese di agosto: stiamo già attivandoci per avere l'apertura di più mostre e di più musei possibile. Certo che la chiave di tutto sono i sindacati: già nei mesi scorsi abbiamo provato a tenere aperto la sera ' e ci hanno risposto picche». Che il proble-ma sia esattamente questo è convinta Caterina Bon Val-sassina, direttore dell'Istituto Centrale di Restauro, che quand'era soprintendente lottò invano per avere almeno Brera aperta il Primo Maggio: «È inutile, finché non muore una certa mentalità la battaglia è persa in partenza. Una mentalità burocratica che non rispetta i visitatori. Niente, anche se offrivo più soldi per quel giorno non c'era niente da fare: il Primo Maggio è la festa dei lavoratori e quindi bisogna festeggiarla». Ora la battaglia la sta conducendo, per il Cenacolo, Alberto Artioli, sovrintendente ai Beni Architettonici, da cui dipende il dipinto di Leonardo in Santa Maria delle Grazie: «Con il personale che abbiamo, facciamo il possibile. Io già considero un successo il fatto che quest'anno siamo riusciti a tenere aperti a Pasquetta. Però devo dire che ho sempre trovato i sindacati disponibili ad agire, nel limite del possibile. Ci sono le ferie da recuperare, le malattie, mille cose che non ci permettono di tenere aperto come e quanto vorremmo».
Primo Maggio, chiusi Brera e Cenacolo
Il Primo Maggio, festa dei lavoratori, è una giornata di chiusure per molti musei e siti culturali a Milano, tra cui il Cenacolo e la Pinacoteca di Brera, a causa della mancanza di personale per la gestione. Solo l'Antiquarium Alda Levi rimane aperto al pubblico. Altri siti culturali in Italia, come la Galleria Sabauda a Torino e il Palazzo Ducale a Mantova, sono invece disponibili. Il Comune di Milano ha aperto Palazzo Reale per la mostra di Kandinsky, ma la situazione è considerata una occasione persa per promozione della cultura e del turismo. I sindacati hanno richiesto più fondi per pagare i custodi, ma il ministero dei Beni culturali non ha fornito risorse sufficienti.
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