È stato lanciato nella Valle dei Templi di Agrigento un nuovo servizio: invece dell'abituale audioguida, all'ingresso dell'area archeologica viene proposto a noleggio un palmare georeferenziato al costo di 7 euro. Da pochi giorni ne dispone anche la città di Taormina con 21 comuni del circondario che si sono consorziati per avviare un'analoga sperimentazione. Obiettivo: razionalizzare la diffusione dell'enorme flusso turistico da sempre concentrato su Taormina penalizzando i dintorni. Si chiama Ganim ("guida automatica naturale interattiva e mobile") ed è un piccolo palmare con un navigatore satellitare sviluppato dalla milanese Protua su progetto di Marcello Conigliaro, un ingegnere che insegna Applicazioni tecnologiche al turismo culturale all'Università di Palermo. Il punto di partenza è che la tecnologia deve porsi al servizio dell'uomo, senza complicargli la vita, applicando in questo caso la tecnologia del Gps ai beni culturali. Ne è risultata una guida turistica virtuale, un Virgilio tecnologico. L'apparecchio è in fase sperimentale: si attiva automaticamente nei pressi di un'attrazione storicoartistica ma a volte non riceve il segnale satellitare e dunque stenta a mettersi in funzione. Ancora: si può leggere o ascoltare in più lingue ma più la luce del giorno è intensa minore è la visibilità dello schermo. Interessante ma perfettibile, questo nuovo palmare interattivo ha, come si diceva, un raggio d'azione limitato alla Valle dei Templi di Agrigento e a Taormina e dintorni: i comuni del PIT 13 EtnaTaormina (Progetto integrato territoriale) che ne hanno acquistati 50 esemplari grazie a un contributo Por (Piano operativo regionale) e che stanno valutando in questi giorni come e dove distribuirli. Ma si sta lavorando all'applicazione di Ganim anche su altre aree, tra cui Firenze e Venezia. Sebbene quest'ultima città, per via delle dimensioni anguste delle calli, ponga problemi non da poco. Il navigatore satellitare peraltro, come spiega ancora Conigliaro, è solo uno dei modi in cui si può declinare l'idea di una tecnologia antropocentrica. A inaugurare questo filone è stato l'osservatore automatico. All'apparenza è uno strumento del tutto simile al classico cannocchiale che si trova lungo i litorali o nei punti panoramici di montagna. All'interno dell'osservatore automatico a renderlo più suggestivo è stato installato un processore e insieme un sensore che, riconoscendo il luogo verso il quale si orienta lo spettatore, attiva in automatico un dispositivo grazie al quale è in grado di fornirgli tutte le coordinate per identificarlo. L'osservatore automatico, spiega l'ingegner Conigliaro, è stato installato per la prima volta in via sperimentale, cinque anni fa, nel Museo archeologico nazionale di Napoli e doveva servire per Ercolano e Pompei. Entro l'estate ne verranno installati 5 a Taormina e 4 nella Valle dei Templi. Un'altra applicazione allo studio è quella del cosiddetto "automa federiciano" che verrà collocato nel Palazzo dei Normanni a Palermo, la sede del parlamento regionale, che prevede fra l'altro una guida georeferenziata indoor: «Un fatto interessante sottolinea Conigliaro perché i satelliti non riescono a entrare negli ambienti chiusi, così che noi siamo riusciti a creare un nostro sistema di georeferenziazione locale che ci dà la possibilità di operare anche al chiuso, oppure in città problematiche come Venezia, o ancora nei parchi naturalistici dove le chiome degli alberi schermano il segnale satellitare».