Le sinagoghe, i ghetti, i cimiteri antichi, i bagni rituali; ma anche le opere e gli oggetti dedicati al culto, gli arredi sacri, le decorazioni. È all'insegna dell'arte la quarta edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica che si celebra oggi in 23 paesi dell'Unione Europea allargata (unici a non aderire l'Irlanda e i Paesi Bassi) e in 46 città italiane. Per l'occasione saranno aperte al pubblico le porte delle sinagoghe e degli altri luoghi simbolo della cultura ebraica: dai cimiteri ai bagni rituali; vi saranno inoltre visite guidate nei quartieri-ghetto giudaici. In programma infine mostre, concerti, performance teatrali e di danza, conferenze sull'arte ebraica antica e contemporanea. Gli organizzatori dell'iniziativa sono il Consiglio europeo delle comunità giudaiche e altre associazioni ebraiche del Basso-Reno e della Spagna. L'idea di una giornata per scoprire il patrimonio storico e culturale del giudaismo e preservarlo come parte integrante del patrimonio europeo era nata in Alsazia, nel 1996, una delle regioni europee in cui l'ebraismo ha radici più forti con una comunità di 20 mila membri. Le città italiane coinvolte nella celebrazione vanno dal Nord al Sud e gli appuntamenti sono centinaia, ne segnaliamo alcuni. Verona. E' la capofila delle manifestazioni italiane e dedicherà alla cultura ebraica un'intera settimana di eventi (da oggi fino al 14 settembre), che includono l'inaugurazione ufficiale del restauro della sinagoga cittadina e visite al cimitero ebraico di via Badile. All'apertura al pubblico parteciperanno dalle 11.30 Raffaele Squitieri, capo Gabinetto del ministero per i Beni e le Attività Culturali, Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle Comunità ebraiche italiane, Jacob Benatoff, presidente del Consiglio europeo delle Comunità ebraiche, l'ambasciatore in Italia Ehùd Gol, Carlo Rimini, presidente della Comunità ebraica di Verona le principali autorità locali di Comune, Provincia e Regione. Sempre a Verona dalle 10..30 sarà aperta la mostra "Memoria del futuro di Tobia Rava». Ospitata nei prestigiosi locali della Fondazione Museo Miniscalchi-Erizzo, la mostra del pittore veneziano celebra il pensiero ebraico mistico e, pur accogliendo gli elementi della tradizione, getta un ponte verso un futuro di condivisione culturale. Bologna. Nel capoluogo emiliano si terrà una fiera del libro ebraico con più di 4000 volumi, e «II ghetto in festa», momento di incontro con animazione musicale, oltre che a tanti altri momenti di scambio. Toscana. Qui la comunità fiorentina è la più cospicua, con un migliaio di iscritti, seguita da Livorno (700) e Pisa (200). Al primo posto delle iniziative fiorentine, ovviamente, l'arte. Oltre alle collezioni del museo ebraico, i visitatori potranno ammirare la sinagoga e il cimitero monumentale di viale Ariosto, collegato con apposite navette gratuite. Durante la giornata verranno mostrate le nuove acquisizioni museali, soprattutto oggetti di uso quotidiano e familiare, che arrivano da famiglie ebree fiorentine ma anche europee; e i restauri effettuati sul patrimonio tessile del museo, una mole enorme di tessuti tra i quali ci sono ancora quelli danneggiati dall'alluvione del 1966. Molta importanza sarà riservata anche alla musica, con l'esibizione pomeridiana del Coro della Sinagoga. La giornata sarà anche l'occasione per illustrare il progetto di ampliamento del museo, che prevede la ristrutturazione di tutto l'ultimo, piano della sinagoga. Analoghe iniziati ve, con visite a sinagoghe e cimiteri ebraici, sono previste anche nelle città di Pisa, Livorno, Siena e a Pitigliano (Grosseto). Ancona. Alle 11, si svolgerà una conferenza del capocuJto della Comunità locale. Tante le iniziative in programma anche in Puglia, Sicilia e, naturalmente, a Roma, Milano, Venezia, Ferrara. Con stand di libri e di artigianale, degustazioni di specialità ebraiche, visite guidate nei ghetti storici e nelle sinagoghe, nei musei e nei centri di cultura come lo storico Pitigliani, a Roma, un tempo orfanotrofio e oggi centro sociale. Al Teatro di Ostia Antica in serata il concerto di Evelina Meghnagi, Ha jam shar, (II mare canta). Il mare è il Mediterraneo, attraversato dopo il 1492 dagli ebrei espulsi dalla Spagna che portarono in Marocco, Turchia, Yemen 1e musiche, la letteratura e la tradizione della «Sefarad» (la Spagna, in ebraico). «Il filo conduttore dello spettacolo - racconta Meghnagi - sono i canti. sefarditi recuperati dalla tradizione orale che ha attraversato il Mediterraneo».. In Europa saranno centinaia le città coinvolte. Significativi appaiono i percorsi guidati nei ghetti ebrei organizzati a Cordova (Spagna) ed Aix-en Provence ( Francia); a Londra si propongono itinerari nei luoghi «segreti» dell'East End, come si legge sul sito web creato per l'iniziativa (www.ucei.itgiornatedellacultura); a Kosice, in Slovacchia, c'è l'opportunità di seguire work shop di un rabbino. A Vienna, infine, si è scelto di valorizzare l'arte giudaica contemporanea attraverso alcuni happening di arte visuale.