La sindacalista "La verità è che non ci sono soldi per gli stipendi" Marzia Oggiano, segretaria provinciale della Funzione pubblica della Cgil, nonostante le indicazioni del ministero a Milano nessun museo statale sarà aperto il Primo Maggio. Come mai? «Non ci sono i fondi per pagare i dipendenti. Da anni le aperture straordinarie sono garantite dal personale precario che è arrivato a superare in numero quello stabile». Non si potrebbero usare i precari anche per il Primo Maggio? «Non ci sono i soldi. La situazione dei musei statali è veramente drammatica. I continui tagli, negli ultimi anni, hanno ridotto il personale allosso. Diminuire i finanziamenti alla cultura non vuol dire solo non poter acquistare le grandi mostre dallestero, ma anche non avere i guardiani per tenere aperti i musei». Quindi non centra niente il fatto che domani è la festa dei lavoratori? «Assolutamente no. La volontà di tenere aperto ci sarebbe eccome, quello che mancano sono le risorse. I musei fanno già i salti mortali per garantire lorario normale di apertura; per gli straordinari i fondi sono molto esigui e finiscono subito. Prendiamo il Cenacolo: su 15 lavoratori, 6 sono dipendenti, 9 precari, tutti a orario ridotto utilizzati prevalentemente durante il fine settimana e nei festivi». È un problema solo dei musei statali? «No, a Milano anche di quelli comunali. La scorsa estate ad esempio in alcuni musei del Comune solo una parte delle sale erano aperte per carenza di personale». Come si può risolvere la situazione? «Abbiamo avviato un percorso con il governo che dovrebbe portare a una parziale stabilizzazione del personale che opera nel settore dei Beni culturali, ma ci vorrà tempo».
MILANO - Oggiano (Cgil): "Troppi tagli"
La sindacalista Marzia Oggiano, segretaria provinciale della Funzione pubblica della Cgil, ha affermato che non ci sono soldi per pagare gli stipendi dei dipendenti dei musei statali. Nonostante le indicazioni del ministero, nessun museo statale sarà aperto il Primo Maggio. La situazione dei musei statali è drammatica, con continui tagli e riduzione del personale allosso. I fondi per gli straordinari sono esigui e finiscono subito. I musei fanno già i salti mortali per garantire il lorario normale di apertura. La Cgil ha avviato un percorso con il governo per una parziale stabilizzazione del personale nel settore dei Beni culturali, ma ci vorrà tempo.
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