Al Sindaco del Comune di Capannori Lucca, 27.04.07 OGGETTO: Capannori, fraz. Toringo: distruzione di corte rurale Corte Biagioni, in via della Chiesa a Toringo, era uno di quegli ormai pochi insediamenti rurali così tipici del nostro territorio che aveva conservato in modo pressoché totale le proprie caratteristiche storiche: un'ampia aia praticamente intatta delimitata da due schiere miste di abitazioni e cascine, inserite in un paesaggio ancora non intaccato da capannoni o villette. Anche alla scala architettonica gli edifici della corte (in pietra e mattoni) non avevano subito, sostanzialmente, alcun intervento improprio. Insomma una corte di origine ottocentesca e completata agli inizi del Novecento che chiedeva soltanto di essere restaurata. Da un paio d'anni il volto di questa corte sta drammaticamente cambiando. 1. Prima, un assurdo intervento che ha visto nel bel mezzo dell'aia sorgere un inedito volume di un forno al posto della pseudo-volumetria di una semplice fogna ormai abbattuta da moltissimi anni: un nuovo manufatto fatto costruire senza che il Comune abbia verificato a dovere lo stato precedente e di cui anche il pretore ha ravvisato l'impossibilità di essere in quel luogo ordinando la parziale demolizione. Per questo chiediamo che l'azione del Comune sia conseguenziale a tale pronunciamento e che, verificata la non veridicità di una volumetria preesistente, porti all'abbattimento dell'intera struttura ridando all'aia la sua conformazione. 2. Poi, fatto ancora più grave e ancora in atto, un'inedita "ristrutturazione urbanistica" che ha portato all'integrale demolizione di due cascine di inizio Novecento dell'ala sud con la finalità di ri-accorparne i volumi e di procedere ad una nuova edificazione con volumetria maggiorata. Questo è successo anche se non esisteva alcuna autorizzazione a radere al suolo uno dei due edifici. Quanto demolito integralmente non solo non presentava alcun documentato problema statico, ma questa operazione ci sembra non trovi nemmeno conforto nella pur ampia vaghezza delle normative del R.U. vigente, che tutt'al più ammettono la ristrutturazione edilizia di questi fabbricati per adattarli ad abitazioni e non il loro abbattimento totale con libera, successiva ricostruzione con false e ipocrite mandolate. Di questo passo per il patrimonio culturale e tradizionale delle corti rurali si prospetta la mancanza di qualsiasi futuro e la sua completa scomparsa. Ed è gravissimo che a permettere la depauperazione di questo specifico patrimonio sia proprio il Comune di Capannori, del quale la corte rurale rappresenta l'emblema e la radice insediativa. Chiediamo all'Amministrazione di agire per punire in modo esemplare quanto in questo caso specifico eseguito in contrasto con quanto autorizzato o non rispondente alla verità dei fatti, non limitandosi ad una semplice e risibile ammenda, ed esplicitiamo che, a nostro giudizio, il volume abbattuto senza autorizzazione è da considerare volume non più esistente e quindi giuridicamente "perso" e per questo non più utilizzabile! Questa Associazione vuole porre con forza la necessità di un impegno politico e tecnico perché questo nostro patrimonio agrario tradizionale sia degnamente conservato e valorizzato, come esplicitato (ma per ora solo a parole) nel programma che ha caratterizzato il mandato amministrativo. La revisione in corso dello strumento urbanistico sia allora sollecita, chiara e decisa nell'adottare norme assai più restrittive per salvaguardare l'edilizia rurale delle corti. Torneremo sull'argomento portando altri esempi. In attesa di rassicurazioni, inviamo i migliori saluti. Il Presidente di Italia Nostra sezione Lucca (arch. Roberto Mannocci)
Segnalazione di Italia Nostra Lucca: Capannori, fraz. Toringo: distruzione di corte rurale
Il Sindaco del Comune di Capannori Lucca ha ricevuto una lettera di protesta da parte di un'associazione locale, che lamenta la distruzione di una corte rurale di origine ottocentesca a Toringo. La corte era stata restaurata e aveva conservato le sue caratteristiche storiche, ma il Comune ha deciso di demolire due cascine e di ricostruire con volumetria maggiorata. L'associazione chiede che il Comune agisca per punire l'amministrazione e per salvaguardare il patrimonio culturale e tradizionale delle corti rurali. La lettera richiede anche la revisione dello strumento urbanistico per adottare norme più restrittive per salvaguardare l'edilizia rurale.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo