Stop all'albergo con vista sul golfo. E niente cemento a ridosso del fiume di Chia. La Sovrintendenza ai beni architettonici e al paesaggio ferma la colata di cemento su una delle poche coste ancora intatte dell'Isola. E respinge al mittente il progetto di variante presentato per il complesso turistico alberghiero con tanto di zona sportiva a Tanca s'Isca, sulla costa di Domusdemaria. Un decreto adottato con motivazione severa: la Sovrintendenza ha infatti riscontrato una violazione di legge, perché l'autorizzazione paesaggistica regionale è risultata emanata senza la necessaria relazione di compatibilità. Un tassello importante venuto a mancare nel puzzle di interventi progettati dalla Torre Chia srl, che aveva fatto le cose in grande. Programmando la realizzazione di altri 31 mila metri cubi di cemento a Chia, tra impianti sportivi e strutture ricettive. Decisivo è stato anche l'esposto presentato nei mesi scorsi dagli ambientalisti del Gruppo di intervento giuridico: "Si tratta di una sberla alla speculazione che a Chia è sempre più arrembante sostiene il presidente Stefano Deliperi parte di questi interventi infatti ricadevano in un'area a pericolosità idraulica anche elevata a poca distanza dal rio di Chia. L'area di Chia è poi tutelata da un preciso vincolo paesaggistico anche in vista dell'istituzione della riserva naturale di Capo Spartivento. E la presenza delle zone umide l'ha fatta classificare come sito di importanza comunitaria". Tanti strumenti di difesa che hanno protetto la costa minacciata da altri interventi edilizi. Eppure il consiglio comunale di Domusdemaria aveva rilasciato le concessioni per costruire, avallando l'aumento in deroga dei volumi previsti nell'albergo di Tanca s'Isca. In un paese da sempre al centro di interessi economici enormi, sospeso fra lo sviluppo turistico e la tutela ambientale. Ha vinto la seconda.