Per i musei italiani una nuova primavera I primi dieci contano 16 milioni d'ingressi I dati del Dossier del Touring Club riferiti al 2006. Spiccano i 30 più grandi che raccolgono da soli quasi 24 milioni di presenze. Numeri significativi ma ancora al di sotto di quanto si registra nei maggiori istituti europei. Vanno ricercate soluzioni alla nostra portata che potrebbero migliorare le capacità attrattive Molte conferme e qualche succosa novità. Sono queste le impressioni che si ricavano esaminando il Dossier Musei 2007 appena pubblicato a cura dell'Ufficio Studi del Touring Club. Le conferme si trovano nei dati che segnalano il positivo trend del turismo culturale. Nelle 307 città, classificate dall'Istat di interesse storico e artistico, nel 2005 si sono registrati circa 30 milioni di arrivi e 86 milioni di presenze. Rispettivamente 2 e 6 rispetto al 2004. Ma se si prende a riferimento l'anno 2000, l'incremento è rispettivamente 10 e 9,9. Il turismo culturale quindi si conferma uno dei segmenti più importanti dell'economia e in continua crescita. La notorietà all'estero del nostro paese è largamente determinata dallo straordinario valore del patrimonio culturale. A fare da attrattori non sono solo le più note città d'arte ma anche, ad esempio, Torino, Verona, Pisa e Napoli. Segno di un crescente interesse dei turisti verso mete un tempo meno conosciute, spinti dalla ricerca di luoghi ed esperienze nuove. In questo quadro i musei, le aree archeologiche continuano ad essere i principali attrattori, anche se la visita ai musei non rappresenta l'elemento esclusivo che motiva il viaggio. I centri storici, i monumenti, il paesaggio concorrono in misura sempre più rilevante a comporre il paniere delle motivazioni al viaggio verso l'Italia. Ma torniamo ai musei. Il Dossier del Touring passa in rassegna gli oltre 400 musei statali e segnala i primi 30. I dati si riferiscono al 2006 e registrano un ulteriore incremento di visitatori. Si passa infatti da poco più di 33 milioni del 2005 a un totale di circa 35 milioni del 2006, con un incremento del 4,3. Le regioni che hanno registrato il maggior incremento sono il Piemonte ( 63) e la Lombardia ( 12,8). Di particolare valore l'incremento registrato dal Museo Egizio ( 93,8) e dal Museo del Cinema ( 39) di Torino. Due musei gestiti da fondazioni pubblico-private che confermano la validità di modelli gestionali aperti alla collaborazione fra più istituzioni pubbliche e fra queste e i soggetti privati. Un caso di successo va segnalato anche a Milano dove il Museo della Scienza ha registrato un incremento dei visitatori di 21,8. Anche in questo caso si tratta di una struttura a gestione privatistica che si segnala anche per una politica molto orientata alla customer satisfaction. Infine appare degno di nota l'ingresso delle Grotte di Catullo e dell'Antiquarium di Sirmione (con oltre 230 mila visitatori) fra i primi 30 luoghi più visitati d'Italia. Nel complesso sono numeri significativi, che hanno prodotto oltre 100 milioni di incassi, ma ancora molto al di sotto di quanto avviene negli altri principali musei europei. Basti pensare al British Museum che ha realizzato circa 5 milioni di visitatori o al Museo del Prado che ha totalizzato più di 2 milioni o al Louvre che sfiora i 7 milioni. A conferma che c'è una domanda potenziale che può essere stimolata con adeguate politiche di marketing e promozione ma anche migliorando ulteriormente il livello dei servizi al pubblico. Ad esempio potrebbe essere utile estendere il numero dei musei aperti sempre o spostare il giorno di chiusura al martedì per intercettare la crescente domanda dei turisti da weekend lunghi (dal venerdì al lunedì successivo). Soluzioni che sono alla nostra portata, e che potrebbero migliorare le capacità attrattive dei musei e delle aree archeologiche, vanno ricercate in una politica più orientata al mercato, a modelli gestionali aperti alla collaborazione con i privati, ad una programmazione integrata con gli altri settori dell'economia locale. Il crescente interesse dei consumatori verso destinazioni capaci di offrire nuove esperienze, assegnano alle città italiane capacità competitive che andrebbero tradotte in politiche coraggiose di medio - lungo periodo, ripensando le politiche di sviluppo, le politiche culturali, il marketing e la comunicazione. Al governo, e al Ministro Rutelli in modo particolare, il compito di adottare iniziative politiche e legislative capaci di accompagnare questi processi nelle città italiane di particolare interesse storico artistico. A chi ha la responsabilità di amministrare le città, alle imprese che si confrontano con il mercato internazionale, il compito di individuare nuove modalità per far emergere il valore e l'identità dei territori, declinando in modo innovativo il rapporto tra sistema produttivo e patrimonio culturale. Solo così potremo continuare a puntare alla crescita economica, sociale e culturale del paese. Ledo Prato
Dossier del Touring Club 2006 - Visitatori in crescita soprattutto in quelli scientifici.
Il Dossier del Touring Club riferito al 2006 segnala che i musei italiani hanno registrato un ulteriore incremento di visitatori, passando da circa 33 milioni del 2005 a 35 milioni del 2006. I 30 musei più grandi hanno registrato quasi 24 milioni di presenze, con numeri significativi ma ancora al di sotto di quanto registrano i maggiori istituti europei. I dati confermano il positivo trend del turismo culturale, con un incremento del 10% rispetto al 2000. I musei continuano ad essere i principali attrattori, ma la visita ai musei non rappresenta l'elemento esclusivo che motiva il viaggio.
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