Convenzioni per le demolizioni sono state sottoscritte tra la Regione e alcune amministrazioni comunali CATANZARO. "Dopo l'abbattimento dell'ecomostro di Copanello di Stalettì, prosegue con efficacia la battaglia della Regione contro l'edilizia selvaggia che, in alcuni casi, sta deturpando il paesaggio calabrese. Nove convenzioni, riguardanti abusivismo e scempi in Calabria, sono state sottoscritte dalla Regione e dalle amministrazioni comunali di Stalettì, Pizzo, Stignano, Cessaniti, Scilla, Rossano, Stilo e Troppa. Per quanto riguarda l'ecomostro di Copanello di Stalettì, la convenzione si riferisce alla demolizione definitiva del manufatto, iniziata il 16 gennaio scorso, e alla riqualificazione del sito". È quanto si legge in un comunicato della Giunta regionale. "È un grande risultato - si legge ancora nella nota dell'ufficio stampa della Giunta regionale - un impegno preciso del presidente Loiero e della Giunta regionale di ripristinare le regole per salvaguardare il paesaggio e il territorio lasciati per troppo tempo, indisturbatamente, nelle mani di speculatori senza scrupoli". La nota ricorda che "tra Regione Calabria e i ministeri dell'Economia e delle Infrastrutture e dei Trasporti, è stato siglato a Roma il 29 dicembre 2006, un accordo dopo che la Giunta regionale ha approvato nella seduta del 28 dicembre dello scorso anno, su proposta dell'assessore al Governo del Territorio, Michelangelo Tripodi, il programma di salvaguardia ambientale e lotta agli "ecomostri". A questo riguardo - si fa ancora rilevare - va ricordato che la nostra regione è stata la prima in Italia a varare un piano così efficace e incisivo nella valorizzazione del paesaggio e la difesa del territorio. Tutti gli interventi programmati hanno, inoltre, un alto valore simbolico perché rappresentano alcune situazioni ricorrenti di compromissione del paesaggio calabrese, per le quali si rende necessaria la demolizione dei manufatti e la conseguente riqualificazione dei siti interessati. Un gruppo tecnico di lavoro, che si è insediato con decreto dirigenziale circa un anno fa presso l'assessorato all'Urbanistica, ha analizzato 740 casi, di cui soltanto nove sono stati al momento quelli tecnicamente e giuridicamente realizzabili in termini di attuazione". Per quanto riguarda gli altri casi, "alcuni anche più gravi e scottanti - continua la nota - si dovrà attendere il via libera da parte delle autorità competenti, nel momento in cui sarà concluso l'iter procedurale tecnico-giuridico. Attraverso fasi successive di verifica ulteriore della fattibilità, si è pervenuti al seguente e definitivo piano, finanziato con le risorse della delibera Cipe 35 del 2005. Il quadro complessivo delle risorse finanziarie disponibili ammonta a un totale di cinque milioni di euro. Le nove convenzioni, siglate oggi, hanno come obiettivo generale la riqualificazione paesaggistica e ambientale dei siti degradati e riguardano: COMUNE DI STALETTÌ Recupero paesaggistico-ambientale nella località San Martino di Copanello. L'intervento, per un importo di 6oomila euro, è finalizzato alla riqualificazione paesaggistica di un'area sulla quale è in atto, da parte del Comune, l'abbattimento di una megastruttura in cemento armato. Questo intervento prevede anche il recupero ambientale dell'intero contesto paesaggistico attraverso opere di sistemazione di bonifica idraulica, con realizzazione di sentieri pedonali e messa a dimora di vegetazione tipiche della zona. COMUNE DI PIZZO CALABRO Rimozione scogliera artificiale località "Seggiola" Si tratta di un intervento, per un importo di 600.000 euro, che mira a ripristinare parte del paesaggio costiero naturale e a ricostruire l'ansa naturale prospiciente l'antico borgo di pescatori "La Seggiola" attraverso l'eliminazione della barriera artificiale antistante il Borgo, la messa in opera di barriere sommerse e interventi di rinaturalizzazione della fascia costiera. COMUNE DI STIGNANO Demolizione di edificio non finito con recupero ambientale Si vuole riqualificare un'area tra la strada statale 106 e la linea di costa su cui insiste lo scheletro di un fabbricato a due livelli. L'importo complessivo dell'intervento è di 400mila euro. COMUNE DI SCILLA Demolizione del fabbricato "Scoglio di Ulisse" con intervento di recupero paesaggistico. L'intervento, per un costo di 600mila euro, consiste nella demolizione di una serie di elementi strutturali, in forte degrado, posti alla sommità dello "Scoglio di Ulisse" ubicato sul lato sinistro della banchina del molo di Scilla, con recupero e riqualificazione dello spazio circostante. COMUNE DI ROSSANO Demolizione di fabbricati in località Zolfara con riqualificazione e recupero paesaggistico e ambientale dell'area. L'intervento, il cui importo è di 1 milione di euro, consiste nella demolizione delle abitazioni abusive costruite lungo la fascia costiera in area demaniale e nella riqualificazione dell'intero sito. COMUNE DI CESSANITI Riqualificazione e recupero ambientale di cave dimesse. L'intervento dall'importo di 400.000 euro consiste nella rimodulazione "plano-altimetrica" dell'intera area della cava, con la creazione di percorsi fruibili dalla collettività e il ripristino del paesaggio agrario della zona. Comune di Stilo Demolizione di villette non finite e recupero ambientale. L'intervento (400mila euro) riguarda la riqualificazione di un'area demaniale sulla quale insistono due manufatti edilizi non finiti e la sua rinaturalizzazione. COMUNE DI TROPEA Demolizione fabbricati "Le Boccette" con ripristino e recupero ambientale del fosso "Lumia". L'intervento, il cui importo è di 600mila euro, consiste nella demolizione di alcuni manufatti edilizi e nel ripristino ambientale. COMUNE DI BOVA Riqualificazione del molo e dell'area interessata. L'intervento (400mila euro) prevede la costruzione della linea naturale di costa mediante l'eliminazione di un tronco di molo non utilizzato, che attualmente versa in un forte stato di degrado.
CALABRIA La lotta agli ecomostri prosegue
La Regione Calabria ha sottoscritto 9 convenzioni con le amministrazioni comunali per la demolizione di edifici e la riqualificazione di siti degradati. L'intervento è finalizzato alla salvaguardia del paesaggio e del territorio calabrese. Le convenzioni riguardano 9 comuni e hanno un budget complessivo di 5 milioni di euro. Gli interventi prevedono la demolizione di edifici non finiti, la riqualificazione paesaggistica e ambientale, la rimodulazione "plano-altimetrica" delle aree demaniali, la ripristino del paesaggio agrario e la rinaturalizzazione della fascia costiera.
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