Investimenti per oltre 7.000.000 di euro "Concretizziamo oggi un percorso iniziato tre anni fa". L'assessore all'Urbanistica Olivi "Un progetto che val bene una legislatura" Il ministro Di Pietro firma oggi il contratto di quartiere, Jesi prima su 36 progetti Parte ufficialmente stamattina, con la firma in Regione del protocollo d'intesa da parte del ministro Antonio Di Pietro, il contratto di quartiere che riqualifica la parte antica della città. "Abitare il centro storico", così è stato battezzato il progetto jesino, si è classificato al primo posto battendo la concorrenza di 36 progetti, arrivati da altrettante città della regione, di cui solo cinque ammessi a finanziamenti. Il programma di recupero urbano realizzato dal Comune, con la collaborazione dell'Istituto autonomo case popolari e del Politecnico di Milano, si è classificato in pole position, portandosi a casa "il più grosso finanziamento ha detto soddisfatto il sindaco Fabiano Belcecchi della storia di Jesi". Verranno investiti nel centro storico oltre 7 milioni di euro, di cui uno solo dovrà essere sborsato dal Comune. Il resto dei fondi arriveranno dallo Stato (circa 3 milioni e 600 mila euro), dallo Iacp (due milioni) e da privati, che hanno contribuito con quasi 500 mila euro. Un fiume di soldi che verrà impiegato per valorizzare quattro contenitori, Sant'Agostino, le ex carceri, largo Saponari e palazzo Santoni, due piazze, Federico II e le Monachette, giardini, strade, vicoli: tutti all'interno della cinta medievale. Spunteranno botteghe artigiane e negozi nel chiostro di Sant'Agostino, uno show room per i prodotti tipici a palazzo Santoni, e verranno ricavati ben 38 appartamenti in affitto a condizioni sociali. "Si concretizza oggi un percorso iniziato tre anni fa ha spigato il sindaco in una conferenza stampa ma il cammino vero e proprio comincia adesso, con la presentazione dei progetti esecutivi, entro i prossimi tre mesi, e l'apertura dei primi cantieri già dal prossimo anno. Il programma si chiuderà in cinque anni, quindi molto presto la città cambierà volto, non solo dal punto di vista della riqualificazione urbana, ma anche da quello sociale". Sì, perché un contributo determinante al progetto l'ha dato l'ex Iacp, ora Erap, attivando nel piano "politiche di integrazione sociale ha osservato il presidente Ezio Capitani grazie alla previsione, in immobili del centro storico, di alloggi per anziani, studentato, centri sociali, locali per associazioni e spazi comuni polifunzionali". Nel complesso di Sant'Agostino spunteranno quindici appartamenti di edilizia convenzionata, mentre al piano terra apriranno ben nove botteghe, a palazzo Santoni saranno otto gli alloggi di edilizia agevolata, nelle ex carceri dieci, pensati per gli studenti, a largo Saponari cinque. "Possiamo certamente dire che questo progetto val bene una legislatura ha suggerito l'assessore all'Urbanistica Daniele Olivi perché è frutto di un lungo lavoro e riqualifica una parte della città che appartiene a tutti". Non è stato, ha insistito Olivi, un intervento spot, né un colpo di fortuna. "Partecipiamo anche al contratto di quartiere bis, che potrebbe portare a Jesi ulteriori 15 milioni di investimenti, e abbiamo vinto questo bando grazie ad un qualificato lavoro di equipe nel quale è stata inserita la bio-edilizia e la bio-energia, portando fra l'altro per la prima volta queste tecniche innovative nel centro storico". L'ingegner Maurizio Urbinati, del coordinamento Iacp, ha spiegato che "il primo intervento dovrebbe riguardare palazzo Santoni, per proseguire con largo Saponari e le ex carceri". Fra gli interventi alle infrastrutture, previsto anche un impianto di risalita da via Garibaldi a via Posterma, dietro piazza del duomo, ma forse il progetto sarà congelato perché non ha trovato il favore della Soprintendenza ai beni architettonici.
JESI "Abitare il centro storico", pioggia di milioni
Il Comune di Jesi ha firmato un contratto di quartiere per la riqualificazione del centro storico, con un investimento di oltre 7 milioni di euro. Il progetto, che si è classificato al primo posto su 36 progetti, prevede la valorizzazione di quattro contenitori, Sant'Agostino, le ex carceri, largo Saponari e palazzo Santoni, due piazze, giardini, strade e vicoli. Verranno costruiti 38 appartamenti in affitto a condizioni sociali e spunteranno botteghe artigiane e negozi nel chiostro di Sant'Agostino. Il programma di recupero urbano è stato realizzato con la collaborazione dell'Istituto autonomo case popolari e del Politecnico di Milano.
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