In una saletta del Palace Bonvecchiati l'illustrazione pubblica da parte di Save del progetto "Venice Gateway". Già iniziati i termini per le osservazioni Il presidente del consiglio comunale Renato Boraso: «Eravamo in sei, nessuno in Comune era stato informato» (al.va.) All'assemblea dei soci, pochi giorni fa, il presidente di Save Enrico Marchi l'aveva detto: a settembre potrebbero iniziare i lavori del nuovo terminal dell'aeroporto. Ma nessuno, in quell'occasione, era stato informato che di lì a poco ci sarebbe stata la presentazione pubblica del progetto di Frank Gehry, il cosiddetto "Venice Gateway". A dire il vero, della presentazione pubblica del progetto, in Comune hanno saputo a cose fatte, giusto perché l'azzurro Renato Boraso, presidente del consiglio comunale, si è premurato di informare il sindaco e l'assessore all'Urbanistica. «Ma né Cacciari né Vecchiato sapevano nulla», tuona Boraso. Che, sia chiaro, non ce l'ha né con Cacciari né con Vecchiato, piuttosto con Marchi e con l'intera Save. Motivo: la presentazione è stata sì reclamizzata come prevede la legge, e cioè attraverso l'inserzione a pagamento sui quotidiani (sul Gazzettino è uscita il 18 aprile scorso), ma a quel riquadro non sono seguiti né inviti né ulteriori comunicati. Risultato: giovedì scorso, alle 16, in una saletta del Palace Bonvecchiati, il pubblico si contava sulle dita di una mano. «Eravamo in cinque, forse sei, oltre ai tecnici di Save Engineering che illustravano il progetto». Boraso tuona perché altre presentazioni pubbliche - a meno di bis concessi da Save - non ce ne saranno e quella del 26 aprile era l'occasione giusta per capire cosa succederà a Tessera. Il progetto, del resto, è imponente: 2.400 metri quadri di negozi e punti di ristoro, un albergo da 350 stanze, 26mila metri quadri di uffici e ristoranti, 9.200 metri quadri di area congressuale, oltre al nuovo terminal per il Marco Polo, con "prestigioso ingresso (Gateway) d'acqua alla città, collegando l'ambiente terrestre dell'aeroporto e del Veneto alla città lagunare". C'è dell'altro: il progetto e lo studio di impatto ambientale sono già stati depositati. Dove? In Provincia e in Comune. Solo che per la Provincia è stato scelto l'ufficio del Settore politiche ambientali in via Forte Marghera a Marghera, mentre per il Comune è stato scelto l'Ufficio Osservatorio naturalistico a San Marco 4023. «Non sapevo neanche dove fosse - dice Boraso - ho scoperto che è la Casa della laguna nella Casa del Boia a San Giacomo dell'Orio. Perché non a Ca' Farsetti? E perché presentare il progetto l'indomani di un giorno festivo a Venezia e non a Tessera?». Ma quel che più interessa a Boraso è far sapere che i termini per presentare le osservazioni al progetto sono già iniziati: ci sono 50 giorni di tempo a disposizione a far data dal 20 aprile scorso. «Mi risulta - dice Boraso - che la Soprintendenza abbia già dato parere favorevole per l'aspetto naturalistico e che il via libera sia arrivato anche dalla Commissione tecnica regionale. Mancano i pareri di Salvaguardia e Provincia, ma forse anche il Comune potrebbe avere qualcosa da dire. Il fatto è che nessuno in Comune sapeva che Save avrebbe presentato il progetto». Boraso, invece, sapeva: «Ho letto l'inserzione sul Gazzettino e il pomeriggio del 26 aprile sono andato al Palace Bonvecchiati, dove hanno presentato tutte le carte: si è visto anche come cambierà lo skyline della città: dal ponte della Libertà si vedranno le vele e gli edifici alti 35 metri. Ed eravamo solo in sei».