Torna nella chiesa di Santa Caterina in Livorno nel caratteristico quartiere «La Venezia» la famosa pala di Giorgio Vasari (3 metri per 4) che raffigura l'Incoronazione della Vergine Assunta in Cielo. La tavola era assente dalla città da più di dieci anni. Nel 1996 era stata affidata alla Sovrintendenza ai beni culturali e alle mani del dottor Marco Gazzi perché la riportasse all'originario splendore nel suo laboratorio presso il Museo Guinigi di Lucca. Al termine del restauro però era stato impossibile far tornare il dipinto a Livorno perché nella chiesa di Santa Caterina era in corso l'intervento di pulizia degli affreschi della cupola. L'opera vasariana, il cui bozzetto è conservato al Louvre di Parigi, viene datata intorno alla metà del 1500 e si pensa che facesse parte del bottino di guerra che Napoleone Bonaparte aveva razziato a Roma. Il quadro poi era stato venduto all'asta e nel 1799 comprato dalla famiglia livornese Filicchi che a sua volta l'aveva donato alla parrocchia di Santa Caterina. L'intero progetto di restauro della chiesa e della pala è stato reso possibile grazie ai finanziamenti della Fondazione Cassa di Risparmio di Livorno. La chiesa. realizzata intorno al 1720 su progetto dell'architetto Giovanni del Fantasia era annessa ad un convento domenicano, divenuto poi carcere nei primi decenni del 1800. Alta 63 metri di forma ottagonale, all'esterno nella parte inferiore resta ancora incompiuta. La cupola affrescata da Cesare Maffei nel 1860 è sostenuta da otto archi e otto pilastri e sulla sommità si erge la lanterna. Oltre a numerosi altri dipinti attribuiti ai fratelli Terreni, nella chiesa si conservano un «Ecce homo», statua settecentesca circondata da centinaia di ex-voto e le reliquie di san Valentino, protettore degli innamorati. Oggi alle 16,30 l'Incoronazione della Vergine del Vasari sarà collocata davanti all'altare maggiore dove resterà fino al 15 agosto e nell'ambito di una conferenza sarà illustrata ai presenti dalla dottoressa Lazzarini, della Sovrintendenza ai beni culturali, dal restauratore dottor Gazzi e dal direttore dell'ufficio diocesano per i beni culturali monsignor Basci. Alle 18 seguirà l'Eucaristia e dopo cena il maestro Maroni eseguirà un concerto d'organo in chiesa. Domani alle 11 sarà celebrata la Messa solenne e nel pomeriggio la chiesa resterà aperta per poter ammirare il dipinto.